L'ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è un servizio sanitario gestito dalla ASL, che porta a casa infermieri, medici e terapisti; il SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare) è un servizio sociale gestito dal Comune, che aiuta nell'igiene personale e nelle faccende quotidiane. Si rivolgono entrambi alle persone anziane che hanno bisogno di aiuto restando nella propria abitazione, ma rispondono a bisogni diversi e si richiedono a sportelli diversi. In molti casi i due servizi possono essere attivati insieme.

Da ricordare

  • L'ADI risponde a un bisogno di cura (prestazioni sanitarie e infermieristiche); il SAD a un bisogno di supporto nella vita quotidiana (aiuto domestico e alla persona).
  • L'ADI si attiva di solito tramite il medico di medicina generale e la ASL; il SAD tramite i servizi sociali del Comune.
  • Le cure domiciliari fanno parte dei Livelli Essenziali di Assistenza; il SAD può prevedere una compartecipazione alla spesa, spesso legata all'ISEE.
  • Regole, tempi e disponibilità cambiano da Regione a Regione e da Comune a Comune: gli importi vanno sempre chiesti all'ente competente.
  • ADI, SAD, indennità di accompagnamento e Legge 104 sono strumenti distinti, che possono affiancarsi.

Che cos'è l'ADI, l'Assistenza Domiciliare Integrata?

L'ADI fa parte delle cosiddette cure domiciliari, previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del Servizio sanitario nazionale (si veda il DPCM 12 gennaio 2017, art. 22). È un insieme di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie erogate a casa della persona, quando questa non può o non dovrebbe spostarsi per curarsi, per esempio perché è non autosufficiente, convalescente dopo un ricovero o affetta da una malattia cronica.

A seconda del bisogno, il piano di cura può comprendere:

  • visite del medico e prestazioni infermieristiche (medicazioni, iniezioni, prelievi, gestione di cateteri o stomie);
  • interventi riabilitativi, come la fisioterapia a domicilio;
  • supporto di operatori socio-sanitari per l'igiene e la mobilizzazione, quando fa parte del piano di cura;
  • indicazioni e addestramento ai familiari che assistono.

La parola «integrata» indica che diverse figure professionali lavorano insieme secondo un Piano Assistenziale Individuale (PAI), costruito dopo una valutazione dei bisogni. L'intensità degli interventi varia in base alla complessità del caso: non esiste un «pacchetto» uguale per tutti.

Che cos'è il SAD, il Servizio di Assistenza Domiciliare?

Il SAD è un servizio sociale, organizzato dai Comuni (singoli o associati in Ambiti territoriali sociali) nel quadro della Legge 328/2000, la legge quadro sul sistema integrato di interventi e servizi sociali. Il suo scopo è evitare l'isolamento e prevenire il ricovero in struttura, aiutando la persona anziana a mantenere la propria autonomia nella casa in cui vive.

Le prestazioni tipiche, che possono cambiare da un Comune all'altro, sono:

  • aiuto nell'igiene personale e nella vestizione;
  • cura e pulizia dell'ambiente domestico;
  • preparazione o consegna dei pasti, aiuto nella spesa;
  • accompagnamento a visite, uffici o attività di socializzazione;
  • compagnia e sostegno relazionale.

Il SAD non eroga cure mediche: per quelle serve il servizio sanitario. Le figure coinvolte sono in genere operatori socio-sanitari o assistenti domiciliari, coordinati da un'assistente sociale.

Qual è la differenza tra ADI e SAD?

Il modo più semplice per ricordarla è questo: l'ADI cura, il SAD sostiene. La tabella riassume i punti principali. I dettagli concreti dipendono dalla Regione e dal Comune di residenza.

AspettoADISAD
Nome estesoAssistenza Domiciliare IntegrataServizio di Assistenza Domiciliare
NaturaSanitaria e socio-sanitariaSociale
Ente responsabileASL (Azienda Sanitaria Locale), RegioneComune o Ambito territoriale sociale
PrestazioniCure mediche, infermieristiche, riabilitative, supporto socio-sanitarioIgiene personale, governo della casa, pasti, spesa, accompagnamento
Chi la attiva di solitoMedico di medicina generale (o ospedale alla dimissione)Persona interessata o familiare, presso i servizi sociali
ValutazioneValutazione multidimensionale dei bisogni sanitari e socialiValutazione dell'assistente sociale
Costo per la personaPer la parte sanitaria, in genere senza costo (LEA); verificare la parte socio-sanitaria presso la ASLPossibile compartecipazione, spesso in base all'ISEE; regole stabilite dal Comune

Chi ha diritto all'ADI e chi al SAD?

ADI. Può essere attivata per persone, spesso anziane e non autosufficienti, con bisogni sanitari che rendono preferibile o necessaria la cura a casa: malattie croniche, patologie in fase avanzata, esiti di un intervento o di un ricovero, difficoltà di movimento. Il criterio non è l'età in sé, ma la valutazione clinica e assistenziale e la presenza di un contesto (familiare o abitativo) compatibile con le cure a domicilio.

SAD. È pensato per persone anziane, autosufficienti o parzialmente non autosufficienti, che da sole faticano a gestire la vita quotidiana: chi vive solo, chi ha una rete familiare debole, chi ha difficoltà a lavarsi, cucinare o fare la spesa. I criteri precisi (età minima, residenza, soglie ISEE, priorità) sono fissati da ogni Comune o Ambito sociale e possono prevedere liste d'attesa o graduatorie.

Buono a sapersi. Non è necessario possedere il riconoscimento della Legge 104 o l'indennità di accompagnamento per chiedere questi servizi, salvo diverse disposizioni locali. Sono percorsi separati, gestiti da enti diversi (in particolare l'INPS per l'indennità).

Come si richiede l'ADI?

Il percorso varia da Regione a Regione, ma in linea generale è questo:

  1. Parlare con il medico di medicina generale. È di norma lui a proporre l'attivazione, con una richiesta motivata. Anche l'ospedale può attivare l'ADI alla dimissione (la cosiddetta «dimissione protetta»).
  2. Presentare la richiesta alla ASL. Di solito al distretto sanitario o al Punto Unico di Accesso (PUA), che accoglie le domande di assistenza sanitaria e sociale.
  3. Valutazione multidimensionale. Un'équipe (medico, infermiere, a volte assistente sociale e altri professionisti) valuta i bisogni, spesso con una visita a casa.
  4. Piano Assistenziale Individuale. Se i requisiti sono presenti, viene definito il piano con tipo e frequenza degli interventi, condiviso con la persona e la famiglia.
  5. Avvio del servizio. Gli operatori iniziano gli accessi a domicilio; il piano viene riesaminato nel tempo.

Per le procedure aggiornate della propria zona è bene consultare il sito della ASL o rivolgersi allo sportello del distretto.

Come si richiede il SAD?

La domanda si presenta al Comune di residenza, in genere ai servizi sociali o allo sportello sociale, oppure all'Ambito territoriale sociale di riferimento. Il percorso tipico è:

  1. Informarsi presso lo sportello sociale su requisiti, moduli e documenti richiesti (spesso un documento di identità, l'ISEE e, se utile, la documentazione sanitaria).
  2. Presentare la domanda, di persona, per via telematica o tramite un familiare o un amministratore di sostegno.
  3. Colloquio e valutazione con l'assistente sociale, spesso a domicilio, per capire autonomia, rete di supporto e bisogni.
  4. Definizione del progetto: tipo di prestazioni, giorni e orari, eventuale quota di compartecipazione.
  5. Attivazione da parte del Comune o dell'ente gestore, a volte una cooperativa sociale convenzionata.

Se la persona ha un bisogno sia sanitario sia sociale, può essere utile passare dal PUA, che coordina l'accesso ai due versanti.

Quanto costano ADI e SAD?

Qui è importante essere prudenti: non esiste una cifra valida per tutti, e questo articolo non riporta importi proprio per evitare indicazioni sbagliate.

  • ADI. Essendo parte dei LEA, la componente sanitaria è in genere garantita dal Servizio sanitario nazionale senza costo diretto per l'assistito. Eventuali quote per la componente socio-sanitaria o servizi aggiuntivi dipendono dalla normativa regionale: va chiesto alla ASL.
  • SAD. È un servizio comunale: il Comune stabilisce se, e quanto, la persona debba partecipare alla spesa, di norma tenendo conto dell'ISEE. Alcune fasce di reddito possono essere esonerate, altre contribuire in misura crescente.

Consiglio pratico. Prima di firmare il progetto di assistenza, chieda per iscritto: quante ore sono previste, in quali giorni, chi è l'operatore di riferimento, quale quota è a carico della famiglia e come si può chiedere una revisione del piano.

Per le misure economiche collegate alla non autosufficienza (per esempio l'indennità di accompagnamento) l'ente di riferimento è l'INPS; eventuali assegni di cura o contributi per l'assistenza domiciliare sono invece decisi da Regioni e Comuni. In tutti i casi, le cifre ufficiali e aggiornate vanno verificate sui siti degli enti.

Si possono combinare ADI, SAD e altre misure?

Sì, e anzi spesso è la soluzione più efficace. Una persona anziana non autosufficiente può ricevere dalla ASL le visite infermieristiche e la fisioterapia (ADI) e, dal Comune, l'aiuto per l'igiene e i pasti (SAD). L'importante è che i servizi siano coordinati e non si sovrappongano: per questo si chiede di norma una valutazione unitaria.

Nel quadro più ampio, la riforma delle politiche per le persone anziane (Legge 33/2023 e D.Lgs. 29/2024) punta a rendere più integrata l'assistenza a persone anziane non autosufficienti, unendo componente sanitaria e sociale. Poiché l'attuazione procede per gradi e può differire da territorio a territorio, conviene verificare con ASL e Comune che cosa sia già operativo nella propria zona.

Oltre all'ADI e al SAD, le famiglie considerano spesso:

  • l'indennità di accompagnamento (INPS), riconosciuta a seguito di un accertamento di invalidità;
  • i benefici della Legge 104, per esempio i permessi lavorativi per chi assiste;
  • l'assunzione di un'assistente familiare (la cosiddetta «badante»), con contratto regolare e contributi;
  • i centri diurni o i servizi di sollievo, per alleggerire il carico del familiare;
  • l'amministratore di sostegno, quando la persona non riesce più a gestire da sola alcuni atti.

Un patronato o un CAF possono aiutare a orientarsi tra queste opzioni e a compilare le domande.

Attività e giochi per stimolare la mente della persona anziana a casa

L'assistenza domiciliare si occupa di cura e di bisogni quotidiani, ma una buona giornata a casa comprende anche stimoli per la mente e momenti di piacere. Mantenere attive memoria, attenzione e linguaggio non sostituisce le cure, ma contribuisce alla qualità della vita e al benessere relazionale. DYNSEO propone alcune risorse pensate per le persone anziane e per chi le accompagna.

Tutti gli strumenti disponibili sono raccolti nella pagina I nostri strumenti. Queste risorse non hanno finalità terapeutiche né sostituiscono l'ADI, il SAD o il parere del medico.

Domande frequenti sull'assistenza domiciliare per anziani

Serve la Legge 104 per ottenere l'ADI o il SAD?

In generale no. L'ADI dipende da una valutazione sanitaria dei bisogni, il SAD da una valutazione sociale del Comune. La Legge 104 e l'indennità di accompagnamento sono percorsi distinti, che possono però affiancarsi. Eventuali requisiti aggiuntivi sono stabiliti a livello locale.

L'ADI è a pagamento?

Le cure domiciliari rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e, per la parte sanitaria, sono in genere senza costo per l'assistito. Per eventuali quote legate alla componente socio-sanitaria occorre rivolgersi alla ASL della propria Regione.

Quanto si paga per il SAD?

Dipende dal Comune o dall'Ambito sociale, che definiscono la compartecipazione alla spesa, di solito in base all'ISEE. Non esiste una tariffa nazionale unica: la cifra va chiesta ai servizi sociali del proprio Comune.

Si possono avere ADI e SAD contemporaneamente?

Sì, quando i bisogni sono sia sanitari sia sociali i due servizi possono essere attivati in modo coordinato, spesso tramite il Punto Unico di Accesso e una valutazione multidimensionale.

Quanto tempo occorre per attivare il servizio?

I tempi variano molto da territorio a territorio e possono dipendere da liste d'attesa o graduatorie. Conviene presentare la richiesta il prima possibile e chiedere una data indicativa per la valutazione.

Fonti e riferimenti

  • DPCM 12 gennaio 2017, «Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza» (art. 22, cure domiciliari) — Ministero della Salute.
  • Legge 8 novembre 2000, n. 328, «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali».
  • Legge 23 marzo 2023, n. 33 e D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29, in materia di politiche in favore delle persone anziane.
  • Siti istituzionali della propria ASL, della Regione e del Comune di residenza; sito dell'INPS per indennità di accompagnamento e prestazioni collegate.

Informazioni verificate a novembre 2026. Le norme regionali e comunali possono cambiare: si consiglia di controllare sempre le informazioni presso l'ente competente.

Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce il parere di un patronato, di un assistente sociale o di un professionista sanitario.

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