Quanto costa una RSA? Non esiste un prezzo unico nazionale: la retta si divide in una quota sanitaria, che per le persone anziane non autosufficienti è a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) tramite l'ASL, e in una quota sociale e alberghiera, che di norma è pagata dalla persona ospite o, se non è in grado di sostenerla, in tutto o in parte dal Comune. L'importo effettivo dipende dalla Regione, dalla struttura e dal livello di assistenza necessario, perciò va sempre chiesto per iscritto all'ASL, al Comune e alla struttura stessa.

Da ricordare

  • La retta di una RSA ha due componenti: la quota sanitaria (SSN/ASL) e la quota sociale e alberghiera (persona ospite, con possibile integrazione del Comune).
  • Gli importi e le percentuali cambiano da Regione a Regione e da struttura a struttura: in questo articolo non trova cifre, ma fasce e indicazioni su dove verificarle.
  • Il Comune può integrare la retta in base all'ISEE socio-sanitario e al proprio regolamento; la richiesta va presentata prima del ricovero o all'ingresso.
  • L'indennità di accompagnamento dell'INPS e alcune detrazioni fiscali possono alleggerire il peso economico, ma le regole vanno verificate caso per caso.
  • Prima di scegliere, chieda sempre la carta dei servizi, il contratto e l'elenco di ciò che la retta non comprende.

Che cos'è la retta di una RSA e da che cosa è composta?

La RSA, cioè la Residenza Sanitaria Assistenziale, è una struttura che accoglie persone anziane non autosufficienti, o con patologie croniche e un livello di fragilità tale da non poter essere assistite a casa. Offre assistenza sanitaria, infermieristica, riabilitativa, tutelare e alberghiera, nell'arco delle ventiquattro ore.

La retta è la somma che viene richiesta per questa permanenza, di solito con cadenza mensile o giornaliera. Non è una cifra “tutto compreso” decisa liberamente da una sola parte: nelle strutture accreditate con il sistema pubblico la retta risulta dalla combinazione di due voci con regole diverse.

  • Quota sanitaria: copre le prestazioni di carattere sanitario e assistenziale riconosciute dai Livelli essenziali di assistenza (LEA).
  • Quota sociale e alberghiera: copre vitto, alloggio, pulizie, lavanderia, animazione e le attività che non rientrano nella parte sanitaria.

Che cosa copre la quota sanitaria e chi la paga?

La quota sanitaria riguarda l'assistenza medica e infermieristica, la riabilitazione, l'assistenza tutelare legata alla non autosufficienza e, in generale, le prestazioni sociosanitarie che i LEA garantiscono alle persone aventi diritto. Il riferimento normativo nazionale è il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui LEA del 12 gennaio 2017, che si inserisce nella disciplina dell'integrazione sociosanitaria.

La quota sanitaria è a carico del Servizio sanitario nazionale: la paga l'ASL alla struttura, attingendo al fondo sanitario regionale, quando la persona ha un posto “in convenzione” o “accreditato” e viene valutata come avente diritto. La persona ospite non versa nulla per questa parte.

Attenzione alla percentuale. La parte di costo che il SSN riconosce non è uguale per tutti: dipende dall'intensità dell'assistenza richiesta (per esempio trattamenti più intensivi o di lungoassistenza) e dalle scelte della Regione. Chieda le percentuali alla sua ASL o alla Regione, per iscritto e con la data di riferimento.

Se la struttura non è accreditata, oppure se la persona non ha ancora ottenuto il posto in convenzione, la quota sanitaria può essere addebitata in tutto o in parte alla famiglia. È uno dei motivi per cui le rette delle RSA private sono spesso più alte.

Che cosa copre la quota sociale e alberghiera e chi la paga?

La quota sociale, detta anche quota alberghiera o “di ospitalità”, comprende tutto ciò che rende la residenza un luogo in cui vivere: la camera, i pasti, la pulizia degli ambienti, il cambio della biancheria, il servizio di animazione e socializzazione. È la parte che, per principio, resta a carico della persona ospite, perché si tratta di spese che avrebbe comunque sostenuto vivendo al proprio domicilio.

Se il reddito e il patrimonio della persona non bastano a coprirla, interviene il Comune, secondo il proprio regolamento e secondo la normativa regionale. Chi paga davvero, dunque, può essere:

  • la persona ospite, con la propria pensione e le altre risorse;
  • la persona ospite insieme al Comune, che integra la differenza;
  • in alcuni casi, anche i familiari che decidono di contribuire.

Tabella riassuntiva: chi paga che cosa

VoceChe cosa comprendeDi norma a carico diA chi chiedere
Quota sanitariaAssistenza medica e infermieristica, riabilitazione, assistenza tutelare legata alla non autosufficienzaSSN, tramite l'ASL e il fondo sanitario regionale (nei posti convenzionati)ASL, Regione
Quota sociale e alberghieraCamera, vitto, pulizie, lavanderia, animazione, servizi non sanitariPersona ospite; in caso di difficoltà economica, integrazione del ComuneStruttura, Comune (servizi sociali)
Extra non compresiParrucchiere, podologo, trasporti, farmaci o presidi non forniti, eventuale camera singolaPersona ospite o famigliaContratto e carta dei servizi della struttura

Quanto costa una RSA: da che cosa dipende la cifra?

In Italia sanità e servizi sociali sono competenze molto decentrate: non esiste una retta nazionale uguale per tutti. Per questo non riportiamo importi: le cifre trovate in rete possono essere vecchie o riferite ad altre Regioni. Indichiamo invece le principali variabili.

  • La Regione. Ogni Regione stabilisce le tariffe riconosciute alle strutture accreditate, i criteri di accesso e il modo in cui divide il costo tra SSN e utente.
  • Il tipo di posto. Un posto convenzionato con l'ASL ha, in genere, una retta per l'utente molto più contenuta rispetto a un posto privato non convenzionato, dove il costo sanitario può gravare in larga parte sulla famiglia.
  • Il livello di non autosufficienza. Una persona che richiede assistenza intensa, per esempio per una demenza avanzata, ha un costo sanitario più elevato rispetto a una persona con bisogni più lievi.
  • Camera e servizi aggiuntivi. Camera singola o doppia, prestazioni incluse o fatturate a parte.

In termini di fasce, in modo puramente indicativo: la quota a carico dell'utente in un posto convenzionato tende a collocarsi nella parte bassa o media del ventaglio; nelle strutture private non convenzionate, o in presenza di bisogni assistenziali elevati non coperti dal SSN, tende a collocarsi nella parte alta. Per i valori reali si rivolga alla struttura, all'ASL e al Comune.

Quando interviene il Comune con un'integrazione della retta?

Se la pensione e le risorse personali non bastano a pagare la quota sociale e alberghiera, la persona può chiedere al Comune di integrare la retta. L'integrazione non è automatica: viene concessa a determinate condizioni, secondo un regolamento comunale e, a monte, le indicazioni della Regione. In generale:

  • si presenta domanda ai servizi sociali del Comune di residenza;
  • si allega l'attestazione ISEE, in particolare quella per le prestazioni sociosanitarie residenziali;
  • il Comune valuta la situazione economica e stabilisce quanta parte della quota alberghiera è tenuto a coprire;
  • la differenza residua resta a carico della persona o di chi, per accordo, si impegna a contribuire.

Consiglio pratico

Non aspetti di aver esaurito i risparmi per rivolgersi ai servizi sociali. Presenti la domanda prima dell'ingresso in RSA o immediatamente dopo, perché molti regolamenti non riconoscono l'integrazione in modo retroattivo. Chieda sempre una risposta scritta, con la formula di calcolo applicata.

Che ruolo hanno l'ISEE e i familiari nel calcolo della retta?

L'ISEE è l'indicatore che misura la situazione economica del nucleo familiare. Per i ricoveri in struttura esiste una versione specifica, l'ISEE sociosanitario residenziale, disciplinata dalla normativa nazionale sull'ISEE (DPCM n. 159 del 2013 e successive modifiche). Lo si ottiene presentando la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) all'INPS, al CAF o tramite i canali telematici.

Un punto che preoccupa molte famiglie è l'obbligo di mantenimento dei figli verso i genitori (la cosiddetta obbligazione alimentare, prevista dal Codice civile). Si tratta di una materia delicata, su cui gli orientamenti dei Comuni e della giurisprudenza non sono sempre uniformi. Per questo si consiglia di:

  • verificare, prima di firmare qualsiasi contratto di ingresso, se la persona che sottoscrive lo fa come “ospite”, come “garante” o come “obbligato in solido”: sono ruoli molto diversi;
  • chiedere un parere a un patronato, a un'associazione dei consumatori o a un professionista legale in caso di dubbi.

L'indennità di accompagnamento dell'INPS può aiutare a pagare la retta?

L'indennità di accompagnamento è una prestazione erogata dall'INPS alle persone con invalidità civile totale che non sono in grado di deambulare senza aiuto o di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua. Non dipende dal reddito e viene accertata da una commissione medica.

In molti casi viene utilizzata dalla persona o dalla famiglia proprio per contribuire alla retta. Tuttavia, non esiste una regola valida per tutti sul rapporto tra indennità e retta: in alcune situazioni, per esempio quando il ricovero è a totale carico di un ente pubblico, la prestazione può essere sospesa o ridotta. La cifra mensile aggiornata e le condizioni vanno verificate sul sito dell'INPS o presso un patronato; in questo articolo non riportiamo importi perché vengono rivalutati periodicamente.

Se la persona anziana non ha ancora presentato la domanda di invalidità civile, può essere utile farlo senza attendere: i tempi di accertamento possono essere lunghi.

Quali agevolazioni fiscali esistono sulla retta di una RSA?

La retta, o una parte di essa, può dar diritto a detrazioni o deduzioni fiscali. Il principio generale è che le spese sanitarie e le spese di assistenza specifica sostenute per una persona non autosufficiente sono agevolabili, mentre la parte puramente alberghiera di norma non lo è. Per questo motivo è importante che la fattura o la dichiarazione della struttura distingua la quota sanitaria dalla quota alberghiera.

Alcuni elementi da tenere presenti:

  • chiedere ogni anno alla struttura il documento con la ripartizione dell'importo versato e conservare i pagamenti tracciabili;
  • verificare con un CAF o un commercialista se la spesa può essere detratta anche da un familiare che la sostiene e risulta fiscalmente a carico;
  • controllare le soglie e le percentuali aggiornate sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché cambiano nel tempo.

Come si chiede un posto in RSA e come si verifica il costo prima di scegliere?

Per l'ingresso in una struttura convenzionata il percorso più comune comprende alcuni passaggi, la cui denominazione varia da Regione a Regione.

  1. Valutazione multidimensionale. Ci si rivolge al medico di medicina generale o ai servizi sociali: una équipe dell'ASL (spesso chiamata Unità di valutazione multidimensionale) valuta il grado di non autosufficienza e i bisogni della persona.
  2. Domanda di inserimento. Se la valutazione è positiva, si presenta domanda per un posto in struttura; in diverse Regioni è previsto un titolo di accesso o un'autorizzazione dell'ASL.
  3. Lista d'attesa. I posti convenzionati sono limitati e i tempi possono essere lunghi. Chieda dove si trova nella graduatoria e come viene aggiornata.
  4. Contratto di ingresso. Prima di firmare, legga la retta applicata, che cosa comprende, quali sono le condizioni di recesso e come si gestiscono eventuali aumenti.

Domande da fare alla struttura. La retta indicata comprende la quota sanitaria? Il posto è convenzionato con l'ASL? Quali servizi sono extra? Che cosa succede in caso di ricovero in ospedale o di assenza? Come vengono comunicati gli aumenti? Chieda sempre le risposte per iscritto.

Domande frequenti sul costo della RSA

La quota sanitaria è sempre gratuita per la persona ospite?
Non sempre. È a carico del SSN quando la persona è riconosciuta avente diritto e occupa un posto convenzionato o accreditato, nei limiti stabiliti dalla Regione. In una struttura privata non convenzionata, o in assenza dell'autorizzazione dell'ASL, la quota sanitaria può essere addebitata in tutto o in parte alla famiglia.
Il Comune paga tutta la retta se la pensione non basta?
Non necessariamente. Il Comune integra la quota sociale e alberghiera secondo il proprio regolamento, valutando l'ISEE della persona. Di solito la persona continua a contribuire con una parte delle proprie entrate, mentre il Comune copre la differenza, nei limiti previsti. Le regole variano da Comune a Comune.
I figli sono obbligati a pagare la retta dei genitori?
Il Codice civile prevede un obbligo di assistenza materiale tra familiari, ma la sua applicazione alla retta di una RSA è una materia complessa e interpretata in modo non sempre uniforme. Prima di firmare un contratto in cui compaiono come garanti o obbligati in solido, i familiari dovrebbero chiedere un parere a un patronato o a un legale.
L'indennità di accompagnamento resta in pagamento durante il ricovero in RSA?
Dipende dalla situazione. In molti casi resta, ma se il ricovero è interamente a carico di un ente pubblico possono valere regole diverse. Si rivolga all'INPS o a un patronato per una verifica sul caso specifico e per conoscere l'importo aggiornato.
Posso detrarre la retta della RSA dalle tasse?
La parte riferita a spese sanitarie e di assistenza specifica può essere agevolabile, quella alberghiera in genere no. Per questo è utile chiedere alla struttura un'attestazione che distingua le due componenti, e poi confrontarsi con un CAF o un commercialista per le soglie e le percentuali in vigore.

Attività e giochi per stimolare la memoria, in RSA e a casa

Scegliere una RSA non significa smettere di coltivare le capacità cognitive: piccole attività adatte alla persona mantengono il piacere di partecipare e il contatto con i familiari. Ecco alcune idee, valide anche per le persone anziane autosufficienti che si allenano a casa.

  • Giochi di memoria al tablet o al computer. I giochi di SOFIA, il coach dedicato alle persone anziane, propongono esercizi brevi di memoria, attenzione e linguaggio, da fare da soli o con un familiare.
  • Strumenti per animatori e caregiver. Nella pagina I nostri strumenti trova le soluzioni pensate per proporre attività di gruppo o individuali, sia in struttura sia a domicilio.
  • Per le famiglie. Il corso sulla malattia di Alzheimer aiuta a capire la patologia e a trovare soluzioni per la vita quotidiana; il corso su come mantenere la memoria ogni giorno propone metodi semplici da applicare subito.
  • Per i professionisti. Chi lavora in struttura può consultare il corso di stimolazione cognitiva negli anziani, oppure l'elenco completo dei corsi di formazione.

Si tratta di proposte di accompagnamento e di stimolazione: non sostituiscono le cure, le valutazioni e le indicazioni dei professionisti sanitari che seguono la persona.

Fonti e riferimenti

  • INPS: indennità di accompagnamento, invalidità civile, DSU e ISEE (informazioni consultate a novembre 2026; importi e condizioni sono aggiornati periodicamente sul sito dell'Istituto).
  • ASL di residenza e Regione: tariffe, percentuali di compartecipazione, titoli di accesso e lista dei posti convenzionati.
  • Comune di residenza, servizi sociali: regolamento per l'integrazione della retta.
  • DPCM 12 gennaio 2017 (Livelli essenziali di assistenza); DPCM n. 159/2013 e successive modifiche (ISEE); Legge n. 104/1992.
  • Agenzia delle Entrate: detrazioni per spese sanitarie e di assistenza.

Articolo informativo aggiornato a novembre 2026. Non sostituisce il parere di un patronato o di un professionista: per la sua situazione specifica verifichi sempre importi, soglie e regole presso l'ente competente.

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