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Ad ottobre, DYNSEO ha organizzato un importante sondaggio nazionale sulle attività svolte nelle case di riposo. L’obiettivo era fornire una visione nell’insieme di tutte le pratiche esistenti, e condividere le buone pratiche con la comunità.

Abbiamo ricevuto più di 650 risposte al nostro sondaggio, e vorremmo ringraziare tutti gli animatori, psicologi e direttori che hanno impiegato del tempo per rispondere al nostro sondaggio.

 

PROFILO DELLE ATTIVITÀ SVOLTE NELLE CASE DI RIPOSO

 

Quali sono le attività preferite dai residenti?

I partecipanti potevano selezionare fino a 3 attività.

 

Altre attività preferite identificate sono:

  • Lotteria, giochi da tavolo e giochi di carte (triominos, belot, scarabeo, …),
  • Gite e spettacoli culturali, spettacoli organizzati, passeggiate all’aperto, cinema, gite in ristoranti,
  • Incontri intergenerazionali,
  • Ricordi del passato: attività di reminiscence activities,
  • Giochi di memoria e brainstorming,
  • Workshop sui computer,
  • Ginnastica leggera: esercizi fisici adattati, allenamento per la prevenzione di cadute, Wii, ginnastica cinese, lezioni di espressione corporea, tai chi,
  • Attività creative: leggere, lezioni di maglieria creativa, attività di scrittura, lezioni di cucina,
  • Giardinaggio e attività con i fiori,
  • Lezioni sensoriali,
  • Rilassamento, moda e trattamenti di bellezza,
  • Messa,
  • Attività di “piccole chiacchierate” che danno la possibilità ai residenti di esprimersi,
  • Piegare il bucato.

 

Quali sono le attività migliori che hai organizzato?

Ecco un esempio delle migliori attività svolte nelle case di riposo, che completano l’elenco sopra riportato, non esitare a scriverci per ottenere la lista completa. Musica, giochi di memoria e attività di giardinaggio sono molto popolari, e sono state sempre menzionate come migliori attività.

  • Organizzazione di Olimpiadi nella struttura,
  • Animazioni con scopi umanitari (telethon, leverage a maglia per il Nepal, creazione di peluche per paesi stranieri, attività di cucito di peluche per le case di riposo vicine),
  • Pasti a tema (Italiano, Creolo, raclette, …) e degustazioni organizzate,
  • Esibizione di funghi,
  • Pasti cone le famiglie e danze del tè,
  • Ricostruzione di una piccola fattoria con animali (capre, conigli, polli…) o la creazione di un pollaio,
  • Musei che si trasferiscono nella casa di cura per proiezioni video, conferenze e scambi con il personale del museo,
  • Giorno dei vicini nel quartiere,
  • Passeggiate con i cani di un canile,
  • Mimi,
  • Circo,
  • La festa di compleanno mensile con una fisarmonica,
  • Il gioco dell’OSPITE A SORPRES in cui vengono mostrati 3 indizi ai residenti per scoprire chi sta venendo a trovarli. È venuto un cane da ricerca della polizia, Malinois, insieme al suo padrone,
  • Lotteria bilingue Bretone-Francese,
  • Trasmissione dell del ricordo della guerra del 199-45 (Residenti-Studenti delle scuole Medie) nel periodo di un anno (una volta a settimana),
  • Organizzazione di una fiera vecchio stile,
  • Esibizione di “auto vintage”,
  • Dimostrazione di professioni antiche,
  • Giro in slitta trainata da cani,
  • Supporto di lettura per bambini della 2-3 elementare,
  • Scrivere un libro per bambini e leggerlo con ai residenti,
  • Carnevale con lo staff in costume,
  • Pesca di trote e pasto con coin che i residenti hanno catturato,
  • Il Gioco Della Parole Più Lunga,
  • Yoga delle risate,
  • Bocce intergenerazionali e barbecue party,
  • Un “festival di Cannes” tra strutture,
  • Gara di snack,
  • Lesson di cucina con giovani persona disabili “come chef”,
  • Partecipazione in handisport, con una gara in sedia a rotelle per 3km,
  • Una sfilata di moda intergenerazionale,
  • L’elezione di Miss e Mister della struttura,
  • Realization del ritratto di Marylin Monroe, 1.85 m X 1.85 m da capsule di caffè Nespresso,
  • Organizzazione della maturità Francese con revisioni, inviti e test adattati,
  • Un diaporama delle regioni della Francia,
  • L’uscita settimanale al mercato,
  • Una festa in costume tra strutture,
  • Scrittura di un diario da parte di un comitato editoriale che comprende residenti, volontari, famiglie e staff,
  • Festa di Natale.

 

Hai altre persone che ti accompagnano durante le tue attività?

I facilitatori delle case di riposo sono:

  • 43% assistiti dai volontari,
  • 79% da assistenti di cura, (raramente 50%, spesso 29%)

Tuttavia, nel 41% dei casi non sono mai assistiti da psicologi, 93% da logopedisti e 72% da terapisti occupazionali.

Perciò, possiamo pensare che nella maggior parte dei casi i facilitatori organizzino solamente le attività nella casa di cura, con la partecipazione occasionale di volontari, assistenti alla cura e altri professionisti della residenza.

 

Le famiglie partecipano alle attività?

 

69% delle famiglie prendono parte alle attività delle case di riposo.

 

Se la risposta è no, perché non partecipano? 

 

Come definisci una buona attività?

 

Molti altri criteri rendono possibile la valutazione di una buona attività in una casa di riposo, il raggiungimento degli obiettivi prefissati e i riscontri dai residenti e le famiglie:

 

Prima dell’attività

  • aspettare l’attività,
  • se i residenti si uniscono all’attività in autonomia o se chiedono agli operatori sanitari di non partecipare,
  • il fatto che i residenti vengano volontariamente

 

Durante l’attività

  • Il piacere mostrato dai residenti,
  • La connessione tra i partecipanti, ,
  • La partecipazione spontanea di assistenti e famiglie, e la loro gratitudine alla fine,

 

Dopo l’attività

  • “è già finito?!” e il tempo scorre,
  • Residenti chiedono di riorganizzare l’attività, e motivano i nuovi residenti a partecipare,
  • Fedeltà dei residenti all’attività,
  • I residenti si sentono meglio, sono meno ansiosi, meno isolati e annoiati.

 

Quale è la percentuale delle attività collettive rispetto a quelle individuali?

La maggior parte delle attività nelle case di riposo sono organizzate come workshop collettivi, con una distribuzione di 90% attività collettive e 10% attività individuali.

 

Monitori le attività individualmente?

69% delle attività delle case di cura sono combinate con un controllo individuale.

 

Che consiglio daresti ad un nuovo facilitatore?

Ecco una lista di consigli forniti dai facilitatori delle case di riposo. Questa lista non è esaustiva, data la quantità di informazioni raccolte, non esitare a chiederci più dettagli!

 

Preparare le attività

  • Incontra ogni residente individualmente, conoscilo meglio per anticipare le sue ansie ed aiutarlo a familiarizzare con loro.
  • Conosci le diverse patologie dei residenti per indirizzarli verso attività senza metterli in difficoltà, e per allenarli nella gerontologia.
  • Non supporre mai la loro incapacità, perché ci fanno sempre sembrare degli stupidi.
  • Per organizzare workshop semplici, considera il luogo in cui si praticano (rurale o urbano) e proponi workshop che potrebbero interessargli (in connessione con il loro passato).
  • Pianifica l’attività, per dare ai residenti un punto di riferimento nel tempo, e per guadagnare la loro fiducia.
  • Alterna attività individuali e di gruppo, senza dimenticare nessuno.
  • Sii ambizioso e non preoccuparti di fare grandi piani.

 

Durante l’attività

  • Non diventare mai rigido in termini del progetto della tua attività, lasciati “portare alla vita” con il contributo dei residenti: ascoltali, portagli un po’ di pazzia.
  • Permettiti di prendere gruppi di 3-4 persone.
  • Conosci le tue capacità ed i tuoi limiti, non avere paura di chiedere aiuto agli altri operatori.
  • Non avere paura di essere ridicolo.
  • Non aspettarti dei risultati, come nei workshop DIY, e lavora con i residenti, non per loro.
  • Conosci come improvvisare ed avere una flessibilità maggiore.
  • Non esitare a stimolare i residenti, perché spesso sono più spettatori che attori. Perciò, devi conoscere come incoraggiarli, sollecitarli, ma mai forzarli!
  • E infine … Fai cosa ti sembra giusto.

 

Dopo l’attività

  • Considera tutte le informazioni che possono aiutarti a creare nuove attività.
  • Mettiti costantemente in discussione.
  • Non aspettarti troppa gratitudine.
  • Non scoraggiarti dopo un fallimento, è sempre costruttivo!

 

In generale

  • Sii disponibile per tutti (non dimenticare nessuno) e in tutte le situazioni (fine della vita).
  • Valorizza sempre le persone, e non deluderle mai.
  • Mantieni la tua motivazione, creative e morale, e non mollare mai.
  • Lavora in complementarità con il team di assistenza.
  • Crea un legame con le famiglie.
  • Non trattarli mai come bambini.
  • Dai priorità alla qualità delle attività, piuttosto che alla quantità.
  • Contatta la città per scoprire quali collaborazioni potreste instaurare (scuole, associazioni, etc).

 

In termini di organizzazione

  • Pianifica e crea il budget per le attività durante l’anno.
  • Crea un tema centrale per l’anno.
  • Coordina un’attività unificante settimanale.
  • Crea delle schede tecniche per ogni workshop.
  • Individualizza le aspettative dei residenti
  • Partecipa nello sviluppo del piano di cura di ogni residente.
  • Valuta ogni workshop giornalmente
  • Fai le domande giuste. 1) osservazione 2) scelta dell’attività 3) possibilità 4) finalità ed obiettivi 5) processo dell’attività.
  • Armati con degli ottimi strumenti di lavoro (lista dei residenti, documenti per monitorarli, schede delle attività che devono essere realizzate da te perché non esistono nella struttura).

 

Tuttavia, il divertimento è più che una semplice attività, perché può anche significare portare le persone alla vita. In questo senso, è anche necessario prendersi del tempo per discutere e prendere un caffè con un residente; condividere un sorriso è la cosa migliore che possa essere offerta alle persone isolate.

Finiremo con questo ultimo consiglio, dato molte volte: SORRIDI!

 

 

CASE DI RIPOSO E NUOVE TECNOLOGIE

 

Hai provato qualche nuova tecnologia?

50% delle case di riposo hanno provato nuove tecnologie.

 

Quali nuove tecnologie sono state provate?

La maggior parte dell nuove tecnologie sono state sperimentate con tablet, internet, proiettori, e karaoke associato, spazi di Snoezelen, e la Wii.

Alcune funzioni di internet sono state sviluppate appositamente con i residenti: inviare email ai familiari e Skype, fare foto digitali, vedere i paesi natale dei residenti con Google Earth, seguire i blog di fotografia, utilizzare software per visitare musei online come il Palazzo di Versailles, …

Molte idee interessanti sono prese dalle nuove tecnologie testate: stampanti 3D, veicoli adattati, luci per leggere, chioschi di musica, luce terapia, metodo Montessori, carrelli multi sensoriali, carrelli da golf, letti ad acqua, e Physiopark.

 

 

Cosa ha funzionato?

Ecco alcune delle nuove tecnologie che hanno funzionato, e le loro caratteristiche:

  • Ricerche internet: stampa, wikipedia, google earth, altre informazioni,
  • Giochi di memoria e domande e risposte,
  • Proiezione su grandi schermi di lotterie, giochi e karaoke,
  • Tablet con il suo approccio touch,
  • Scambi di email con bambini piccoli, e Skype,
  • Luce terapia,
  • Musicoterapia, e qualsiasi cosa riguardante la musica,
  • Giochi per console adattati,
  • Workshop intergenerazionali con questi nuovi strumenti.

Anche in termini di sensibilità, le nuove tecnologie hanno portato novità ai residenti, e i facilitatori hanno notato:

  • L’interattività riguardo queste tecnologie,
  • La curiosità dei residenti, attratti dalle novità, lo spirito competitivo nell’atmosfera,
  • Il piacere di trovarsi in un piccolo gruppo,
  • Gli scambi tra residenti e con gli operatori,
  • La valorizzazione dei residenti, e la cura individuale fornita,
  • Rilassati dopo le attività, l’assistenza è più facile da accettare,
  • Il riscontro positivo dai residenti con demenza che apprezzano le sessioni.

Inoltre, i workshop di nuove tecnologie hanno spesso funzionato quando il facilitatore non li presentava più come workshop di computer, ma come workshop per scoprire nuove “tecniche”.

 

Cosa non ha funzionato bene?

Gli aspetti seguenti sono quelli negativi associati all’utilizzo delle nuove tecnologie nelle case di riposo:

  • Difficoltà nell’imparare come usare il joystick sulle console di gioco con diversi pulsanti e nel capire che il movimento del joystick agisce in televisione,
  • Mancanza di domanda spontanea da parte dei residenti,
  • Soluzioni che non sono facilmente accessibili alle persone su sedia a rotelle,
  • Generazioni non abituate alle relazioni virtuali e al difficile uso di Skype,
  • Problemi di udito o deficit visivo,
  • La mancanza di autonomia dei residenti nell’uso di queste soluzioni, hanno sempre bisogno di una coppia (badante o famiglia): il cursore è difficile da vedere e i tasti sono troppo vicini tra loro. Esistono attrezzature più adatte ma sono ancora troppo costose per il budget delle attività.
  • La difficoltà di usare Internet per la ricerca individuale,
  • Difficoltà a comprendere il linguaggio associato alle nuove tecnologie,
  • Difficoltà tecniche connesse alle reti Internet,
  • La comprensione dei giochi e la lunghezza dei giochi.

 

Cosa potrebbe essere migliorato?

I seguenti punti sono aree di miglioramento rispetto alle nuove tecnologie attualmente usate:

  • Un’operazione più semplice, adattata agli handicap,
  • Un design più elegante (spesso troppe informazioni nella stessa pagina), un suono forte, una tastiera semplificata, tasti più visibili e caratteri leggibili e più grandi,
  • Più giochi adatti agli anziani: giochi non infantili, adattati e di facile comprensione,
  • Giochi non imbattibili: gli anziani sono spesso sconfitti, e si annoiano molto rapidamente quando non riescono,
  • Soluzioni che non hanno sempre bisogno di una connessione wifi, al fine di realizzare singoli seminari in camera da letto o in spazi abitativi remoti,
  • Modalità multiplayer,
  • Soluzioni come attività divertenti, in modo che i residenti pensino a divertirsi prima di pensare all’esercizio fisico,
  • Semplificazione del vocabolario di presentazione,
  • Tariffe convenienti per consentire alle istituzioni di dotarsi di un numero maggiore di elementi
  • Collaborazioni da istituire per avviare i residenti delle case di cura all’utilizzo di tablet

 

Perché non hai provato le nuove tecnologie?

 

Tra le altre motivazioni per cui le nuove tecnologie non sono state provate ci sono:

  • mancanza di adattamento alle soluzioni del profilo dei residenti e ai bisogni reali delle case di riposo,
  • le soluzioni richiedono molto impegno dall’individuo, ed i facilitatori non sono sempre addestrati per l’assistenza individuale,
  • la motivazione e mancanza di tempo del facilitatore,
  • le priorità di investimento,
  • l’ambiente rurale.

 

INFORMAZIONI SULLE STRUTTURE

 

Profilo del rispondente

Nel 76% dei casi, i rispondenti a questo sondaggio sono stati i facilitatori negli istituti, ma il sondaggio è stato anche spesso completato da direttori, infermiere, educatori speciali o arte terapeuti.

 

Quanti letti/posti possiede la tua struttura?

La maggior parte delle strutture aveva una capacità di 60/90 letti/posti.

 

Ti interessa questo sondaggio? Vorresti parlare con uno specialista riguardo la possibilità di inserire delle attività digitali nella tua struttura?

 

 

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[Voti: 1   Media: 5/5]
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