Come collaborare con gli logopedisti per migliorare la comunicazione delle persone con sindrome di Down

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Come collaborare con i logopedisti per migliorare la comunicazione delle persone con sindrome di Down

Quando si tratta della comunicazione delle persone con sindrome di Down, è essenziale riconoscere che ogni individuo è unico e ha bisogni specifici. Comprendere questi bisogni ci permette di offrire un supporto realmente adeguato.

Le persone con trisomia 21 possono incontrare difficoltà in diversi aspetti della comunicazione: parola, linguaggio orale, comprensione, ma anche espressione delle emozioni. Prendendo il tempo di osservare e ascoltare, comprendiamo meglio le sfide che affrontano e possiamo adattare il nostro modo di comunicare.

Alcune persone si esprimono maggiormente attraverso gesti, espressioni facciali o supporti visivi. Come familiari, è importante rimanere attenti a queste forme di espressione e incoraggiarle. Comprendendo i loro bisogni specifici, creiamo un ambiente favorevole allo sviluppo delle loro competenze comunicative.

Comprendere i bisogni specifici in comunicazione

Per sostenere la comunicazione di una persona con trisomia 21, è indispensabile riconoscere che ogni profilo è diverso. Alcune persone avranno difficoltà principalmente a livello dell’articolazione, altre a livello del vocabolario, della comprensione delle istruzioni o della costruzione delle frasi.

Osservando attentamente il modo in cui la persona si fa capire, possiamo identificare i canali che privilegia: gesti, puntamento, immagini, oggetti, supporti digitali… L’obiettivo è partire da ciò che già sa fare per arricchire progressivamente la sua comunicazione.

Essendo attenti alle sue iniziative, anche se non verbali, le mostriamo che la sua parola conta e che ogni sforzo per comunicare è valorizzato. Questa è la base di un clima rassicurante, indispensabile affinché possa osare provare, sbagliare, riprovare… e progredire.

Stabilire una relazione di fiducia con il logopedista per una collaborazione efficace

La collaborazione con un logopedista è essenziale per sviluppare le competenze comunicative delle persone con trisomia 21. Affinché questo lavoro sia realmente efficace, è importante instaurare una relazione di fiducia con il professionista.

Questo inizia con una comunicazione aperta e onesta sulle nostre aspettative, le nostre preoccupazioni e la vita quotidiana della persona assistita. Condividendo le nostre esperienze e osservazioni (cosa funziona bene, cosa è difficile a casa, a scuola o al lavoro), aiutiamo il logopedista a comprendere meglio la situazione.

Dobbiamo anche sentirci liberi di porre domande, esprimere i nostri dubbi o le nostre paure. Una buona relazione con il logopedista crea un clima di fiducia che consente di affrontare le difficoltà senza timore di giudizio e di costruire insieme strategie adeguate.

Partecipare attivamente alle sedute di riabilitazione logopedica

Il nostro coinvolgimento durante le sedute gioca un ruolo fondamentale nel successo della presa in carico. Come familiari, essere presenti, interessati e impegnati mostra alla persona con trisomia 21 che non è sola nel suo percorso.

Osservando gli esercizi e le tecniche proposte dal logopedista, impariamo come riprodurli a casa: come incoraggiare, come riformulare, come utilizzare i supporti visivi o gestuali…

È anche molto utile interagire con il logopedista durante le sedute: chiedere a cosa servono alcuni esercizi, come adattare un’attività alla vita quotidiana, o come reagire di fronte a un blocco comunicativo. Più siamo attivi in questo processo, più contribuiamo a creare un ambiente di apprendimento coerente, rassicurante e stimolante.

Implementare strategie di comunicazione adeguate nella vita quotidiana

Per favorire la comunicazione, è indispensabile trasporre il lavoro del logopedista nella vita di tutti i giorni. Questo può avvenire tramite:

  • l’utilizzo di aiuti visivi (pittogrammi, programma visivo, tabelle di comunicazione) per esprimere bisogni ed emozioni;
  • frasi semplici, brevi, accompagnate da gesti e immagini;
  • tempi dedicati all’interazione, senza schermi né distrazioni, per dare alla persona il tempo di esprimersi;
  • la valorizzazione di ogni tentativo di comunicazione, anche impreciso, piuttosto che la correzione sistematica.

Creando un ambiente in cui la comunicazione è valorizzata, ascoltata e rispettata, rafforziamo la fiducia in sé e il piacere di scambiare.

Incoraggiare la pratica regolare degli esercizi di riabilitazione a casa

La riabilitazione logopedica non si ferma alla porta dello studio: continua a casa, a scuola, in tutte le situazioni quotidiane. Abbiamo un ruolo centrale nell’incoraggiare la pratica regolare degli esercizi raccomandati dal logopedista.

Possono essere piccoli momenti quotidiani sotto forma di giochi, lettura condivisa, canzoni, giochi di ruolo, o attività digitali adeguate. L’importante è rimanere nel piacere e nella motivazione.

Integrando gli interessi della persona (animali, musica, sport, cartoni animati, ecc.) nelle attività, aumentiamo il suo coinvolgimento. Ad esempio, se ama gli animali, possiamo utilizzare libri illustrati, immagini o giochi su questo tema per lavorare sul vocabolario, la comprensione e la narrazione.

Seguire le raccomandazioni del logopedista per favorire lo sviluppo della comunicazione

Per massimizzare i progressi, è essenziale seguire con attenzione le raccomandazioni del logopedista. Questo riguarda non solo gli esercizi da realizzare a casa, ma anche il nostro modo di parlare, di porre domande, di correggere o di incoraggiare.

Rispetto a questi consigli, contribuiamo a offrire un quadro stabile e coerente, il che facilita gli apprendimenti. È anche importante accettare che queste raccomandazioni evolvano nel tempo: man mano che si progredisce, il logopedista può proporre nuove strategie o adattare quelle già messe in atto.

Rimanere flessibili, aperti al cambiamento e pronti ad adattare le nostre pratiche è il modo migliore per mantenere un supporto pertinente lungo tutto il percorso.

Comunicare regolarmente con il logopedista per seguire i progressi

Scambi regolari con il logopedista sono indispensabili per fare il punto sull’evoluzione della persona con trisomia 21. Prendendo il tempo di discutere i progressi osservati, le difficoltà incontrate o i comportamenti nuovi, otteniamo un feedback prezioso su ciò che funziona bene e su ciò che deve ancora essere lavorato.

Questi scambi rafforzano anche la collaborazione: condividendo le nostre osservazioni e domande, partecipiamo attivamente all’aggiustamento del progetto terapeutico. Il logopedista dispone così di una visione globale, il che gli consente di proporre un supporto ancora più personalizzato.

Coinvolgere l’entourage nel processo di riabilitazione per un miglior supporto

La famiglia, gli amici, gli insegnanti, gli animatori… tutto l’entourage gioca un ruolo chiave nello sviluppo della comunicazione di una persona con trisomia 21. Più gli adulti intorno a lei comprendono i suoi bisogni e le strategie proposte dal logopedista, più la persona beneficia di un sostegno coerente.

Sensibilizzando l’entourage agli obiettivi della riabilitazione (ad esempio, utilizzare gli stessi gesti chiave, gli stessi pittogrammi, le stesse routine), creiamo una vera continuità tra casa, scuola, strutture ricreative o di cura.

Questa coerenza nei diversi contesti sociali rafforza l’integrazione delle competenze lavorate e favorisce una comunicazione più fluida e più autonoma.

Errori frequenti da evitare

  • Trascurare l’importanza di un follow-up regolare con il logopedista.
  • Minimizzare il ruolo cruciale dell’entourage familiare nel processo di riabilitazione.
  • Non adattare le strategie man mano che la persona progredisce.

Domande frequenti

Quali sono i primi segnali che un bambino con trisomia 21 potrebbe beneficiare di un intervento logopedico?

I segnali possono includere un ritardo nello sviluppo del linguaggio parlato o compreso rispetto ai bambini della stessa età, difficoltà a farsi capire, comprensione limitata delle istruzioni, o ancora un basso utilizzo di gesti e parole per comunicare.

L’app COCO PIENSE / COCO PENSE ET BOUGE può aiutare?

Sì! COCO PIENSE propone giochi educativi adattati che stimolano il linguaggio, l’attenzione e la comprensione nei bambini con trisomia 21, rispettando il loro ritmo grazie a pause regolari e a un approccio ludico.

Possiamo utilizzare EDITH per aiutare un familiare affetto da Alzheimer?

Assolutamente! EDITH offre un programma personalizzato di stimolazione della memoria e delle altre funzioni cognitive nelle persone affette da Alzheimer o da disturbi correlati, a casa o in struttura.

Avete un’app consigliata per accompagnare gli adulti dopo un ictus?

JOE, il tuo coach cerebrale, è progettato specificamente per la riabilitazione cognitiva dopo un ictus, un trauma cranico o altre lesioni neurologiche. Permette di lavorare sulla memoria, l’attenzione, il linguaggio, le funzioni esecutive… tramite giochi progressivi e motivanti.

Lo sapevi?

Le applicazioni COCO, JOE e EDITH sono state sviluppate con professionisti della salute per integrarsi facilmente nei programmi di logopedia e riabilitazione. Permettono di prolungare il lavoro svolto in seduta, motivando l’utente grazie al formato gioco.

Non esitare a installare le nostre applicazioni per beneficiare di un supporto personalizzato, adattato ai bisogni specifici di ogni persona. Per saperne di più sulle nostre soluzioni educative innovative come COCO PIENSE / COCO PENSE ET BOUGE o terapeutiche come EDITH e JOE, puoi visitare il sito di DYNSEO.

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