Protocolli e buone pratiche: formare un team multidisciplinare in struttura
Strutturare il supporto alle persone autistiche attraverso protocolli efficaci e una coordinazione ottimale tra professionisti
Il supporto alle persone autistiche in una struttura specializzata richiede l'intervento coordinato di molteplici professionisti: educatori, psicologi, logopedisti, psicomotricisti, medici, infermieri. La qualità di questa presa in carico multidisciplinare si basa sull'esistenza di protocolli chiari, buone pratiche condivise e un'organizzazione che consenta una reale coordinazione. Questo articolo propone una guida completa per elaborare questi protocolli e formare i team alla loro attuazione.
L'importanza dei protocolli nel supporto all'autismo
I protocolli sono documenti formalizzati che descrivono le procedure da seguire in situazioni definite. Nel supporto all'autismo, garantiscono la coerenza delle pratiche, la sicurezza degli interventi e la tracciabilità delle azioni. Costituiscono un quadro di riferimento condiviso da tutto il team.
Per le persone autistiche, che hanno bisogno di prevedibilità e coerenza, professionisti che applicano gli stessi approcci e le stesse regole offrono un ambiente rassicurante. I protocolli evitano le contraddizioni che possono generare confusione e ansia. Consentono inoltre di capitalizzare le buone pratiche e facilitare l'integrazione dei nuovi collaboratori.
di efficacia con protocolli formalizzati
di riduzione degli incidenti con procedure chiare
dei team richiedono protocolli strutturati
Le raccomandazioni ufficiali come base
I protocolli di un'istituzione si basano sulle raccomandazioni di buone pratiche della Haute Autorité de Santé (HAS) e dell'ANESM. Questi testi di riferimento definiscono il quadro generale del supporto all'autismo: approcci raccomandati, interventi validati, organizzazione delle cure. I protocolli locali declinano queste raccomandazioni nazionali in procedure operative adattate al contesto dell'istituzione.
La formazione dei team sulle raccomandazioni ufficiali è un prerequisito per l'elaborazione dei protocolli. Garantisce che tutti condividano la stessa base di conoscenze e gli stessi riferimenti. Gli aggiornamenti delle raccomandazioni devono essere seguiti e integrati nei protocolli esistenti.
I principi delle raccomandazioni HAS per l'autismo
Le raccomandazioni HAS per il supporto all'autismo si basano su diversi principi: interventi precoci e personalizzati, approcci educativi e comportamentali validati (ABA, TEACCH, ESDM), coordinazione dei professionisti, coinvolgimento delle famiglie come partner, valutazione regolare dei progressi, rispetto dei diritti e della dignità della persona. Questi principi devono essere presenti in tutti i protocolli elaborati.
I protocolli essenziali da elaborare
Protocollo di accoglienza e valutazione iniziale
L'accoglienza di una nuova persona nell'istituzione è un momento cruciale che merita un protocollo strutturato. Definisce le fasi dell'ammissione: colloquio preliminare con la famiglia, raccolta delle informazioni (bilanci precedenti, abitudini, preferenze), visita dell'istituzione, periodo di adattamento progressivo. Una valutazione iniziale completa (cognitiva, sensoriale, comportamentale, autonomia) costituisce la base del progetto personalizzato.
Elementi chiave del protocollo di accoglienza
1. Raccolta di informazioni preliminari (cartella clinica, educativa, abitudini). 2. Colloquio approfondito con la famiglia. 3. Visita dell'istituzione adattata (tempo tranquillo, supporti visivi). 4. Periodo di osservazione e adattamento progressivo. 5. Valutazioni standardizzate da parte di ogni disciplina. 6. Riunione di sintesi per elaborare il progetto personalizzato. 7. Presentazione del progetto alla famiglia. 8. Punti di follow-up ravvicinati nelle prime settimane.
Protocollo di progetto personalizzato
Il progetto personalizzato di accompagnamento (PPA) è il documento centrale della presa in carico. Il protocollo definisce come viene elaborato (chi partecipa, su quali basi), come viene redatto (formato, contenuti obbligatori), come viene validato (con la famiglia) e come viene revisionato (frequenza, procedura). Gli obiettivi devono essere SMART: Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Realistici, Temporalmente definiti.
La declinazione del progetto in obiettivi operativi per ogni professionista garantisce la sua attuazione effettiva. Ognuno sa su cosa deve lavorare e come. La coordinazione degli interventi attorno a obiettivi comuni evita il compartimentamento delle discipline.
Protocollo di gestione dei comportamenti sfidanti
La gestione dei comportamenti sfidanti (autolesionismo, aggressività, distruzione) richiede un protocollo rigoroso. Definisce l'approccio funzionale da adottare (comprendere la funzione del comportamento), le strategie di prevenzione, gli interventi in caso di crisi, il debriefing post-incidente e la documentazione. La sicurezza della persona e dell'entourage è la priorità.
Per ogni residente che presenta comportamenti sfidanti significativi, un piano di prevenzione e intervento individualizzato completa il protocollo generale. Viene elaborato in team, validato dal medico e conosciuto da tutti gli operatori. Il suo aggiornamento regolare integra le osservazioni e gli aggiustamenti necessari.
- Protocollo di accoglienza e valutazione iniziale
- Protocollo di elaborazione e monitoraggio del progetto personalizzato
- Protocollo di gestione dei comportamenti sfidanti
- Protocollo di comunicazione con le famiglie
- Protocollo di transizione (cambio di unità, uscita)
- Protocollo di cure mediche e di emergenza
- Protocollo di utilizzo degli spazi sensoriali
- Protocollo di riunione e coordinazione
Formazione DYNSEO: una base comune per il team
La formazione "Accompagnare un bambino con autismo: chiavi e soluzioni quotidiane" di DYNSEO può costituire la base di formazione comune per l'intero team multidisciplinare. Trasmette i fondamenti del supporto all'autismo (comprensione del disturbo, comunicazione, strutturazione, gestione dei comportamenti) che i protocolli vengono poi a operazionalizzare. Un team che condivide questi riferimenti comuni collabora in modo più efficace.
Scoprire la formazioneOrganizzare la coordinazione multidisciplinare
Protocolli di qualità non sono sufficienti senza un'organizzazione che consenta la loro attuazione coordinata. I tempi di riunione, gli strumenti di trasmissione, la definizione dei ruoli strutturano questa coordinazione quotidiana.
I diversi tipi di riunioni
La coordinazione si basa su un sistema di riunioni a diversi livelli. Le riunioni di sintesi, semestrali o annuali, fanno il punto globale su ogni residente con tutti i professionisti coinvolti e la famiglia. Le riunioni di team, settimanali o bisettimanali, trattano le situazioni correnti e aggiustano i supporti. Gli staff quotidiani o bi-quotidiani garantiscono le trasmissioni operative.
| Tipo di riunione | Frequenza | Partecipanti | Obiettivi |
|---|---|---|---|
| Sintesi di progetto | Semestrale | Team completo + famiglia | Bilancio globale, revisione del progetto |
| Riunione clinica | Mensile | Team multidisciplinare | Situazioni complesse, aggiustamenti |
| Riunione di unità | Settimanale | Team dell'unità | Organizzazione, coordinazione |
| Staff/Trasmissioni | Quotidiano | Team presente | Informazioni del giorno, attenzioni |
| Supervisione | Mensile | Team + supervisore esterno | Analisi delle pratiche, supporto |
Gli strumenti di trasmissione
Tra le riunioni, strumenti di trasmissione garantiscono la continuità dell'informazione. Il quaderno di collegamento (cartaceo o digitale) traccia le osservazioni importanti e gli eventi quotidiani. La cartella del residente centralizza le informazioni di riferimento. Schede di sintesi per residente, affisse negli spazi professionali, ricordano le informazioni chiave e le strategie da applicare.
Gli strumenti digitali moderni (software professionali, applicazioni di trasmissione) facilitano la condivisione delle informazioni in tempo reale e la tracciabilità. Il loro dispiegamento richiede una formazione e un'appropriazione da parte di tutto il team per essere efficace.
La definizione dei ruoli
Ogni professionista deve conoscere chiaramente il proprio ruolo e quello degli altri membri del team. Il medico coordinatore assicura il follow-up medico e valida i protocolli di cura. Lo psicologo supervisiona la valutazione e gli approcci comportamentali. L'educatore referente coordina il progetto personalizzato dei suoi referenti. Queste attribuzioni sono formalizzate in schede di lavoro e richiamate nei protocolli.
La complementarità dei ruoli piuttosto che la loro giustapposizione è l'obiettivo. Le zone di sovrapposizione tra discipline sono chiarite per evitare duplicati o lacune. Tempi di lavoro condivisi (co-interventi, osservazioni incrociate) rafforzano questa complementarità.
"La formalizzazione dei nostri protocolli e la ristrutturazione dei nostri tempi di riunione hanno trasformato il nostro funzionamento di team. Prima, ognuno faceva del proprio meglio ma senza vera coordinazione. Ora, abbiamo riferimenti comuni, tempi di scambio efficaci e i residenti ne beneficiano direttamente. La coerenza del supporto è notevolmente migliorata."
Integrare gli strumenti digitali nei protocolli
Gli strumenti digitali terapeutici, come le applicazioni di stimolazione cognitiva, devono essere integrati nei protocolli dell'istituzione. Questa integrazione garantisce un utilizzo coerente, efficace e valutabile.
Protocollo di utilizzo degli strumenti digitali
Un protocollo specifico definisce le condizioni di utilizzo degli strumenti digitali: per quali residenti, con quali obiettivi, secondo quali modalità (frequenza, durata, accompagnamento), da quali professionisti. I criteri di valutazione dell'efficacia sono precisati. Questo quadro evita un utilizzo opportunistico o incoerente dei tablet e delle applicazioni.
COCO: uno strumento da integrare nei vostri protocolli
Il programma COCO PENSE e COCO BOUGE di DYNSEO si integra naturalmente nei protocolli di accompagnamento. Le sue funzionalità di monitoraggio consentono di documentare l'utilizzo e i progressi, in coerenza con le esigenze di tracciabilità. I diversi livelli di gioco possono essere prescritti nel progetto personalizzato, con obiettivi cognitivi precisi. L'alternanza tra attività cognitive e pause attive rispetta le raccomandazioni sul tempo di schermo. DYNSEO può accompagnare le istituzioni nell'integrazione protocolizzata dei suoi strumenti.
Scoprire COCOFormare il team ai protocolli
Formazione iniziale
Ogni nuovo professionista deve essere formato sui protocolli dell'istituzione al momento della sua integrazione. Questa formazione include la presentazione dei documenti di riferimento, la spiegazione delle procedure e l'accompagnamento da parte di un tutor durante il periodo di prova. Un libretto di accoglienza sintetizza i protocolli essenziali.
Formazione continua
La formazione continua mantiene e sviluppa le competenze del team. Include tempi di richiamo sui protocolli esistenti, formazione sui nuovi protocolli e sviluppo di competenze specifiche (gestione dei comportamenti sfidanti, approccio sensoriale, comunicazione alternativa). Il piano di formazione annuale integra questi diversi bisogni.
Analisi delle pratiche
I tempi di analisi delle pratiche, animati da un supervisore esterno, consentono di confrontare le pratiche reali con i protocolli stabiliti, di identificare le discrepanze e le difficoltà e di aggiustare se necessario. Questi tempi di riflessione sono essenziali affinché i protocolli rimangano strumenti vivi e non documenti statici.
💡 Risorse complementari
Per arricchire i protocolli e le formazioni dell'istituzione, DYNSEO mette a disposizione guide pratiche. La guida per accompagnare i bambini autistici e la guida per accompagnare gli adulti autistici propongono strategie concrete che possono alimentare i protocolli istituzionali.
Valutare e far evolvere i protocolli
Indicatori di qualità
I protocolli devono includere indicatori che permettano di valutare la loro applicazione e la loro efficacia. Tasso di realizzazione delle valutazioni nei tempi previsti, completezza dei progetti personalizzati, frequenza delle riunioni di coordinazione, numero di incidenti legati a una procedura non rispettata: questi indicatori quantitativi alimentano la gestione della qualità.
Revisione periodica
I protocolli vengono revisionati regolarmente (annualmente o in base alle necessità) per integrare le evoluzioni delle raccomandazioni ufficiali, i feedback delle squadre e le nuove pratiche. Questa revisione coinvolge i professionisti interessati per garantire la pertinenza e l'appropriazione degli aggiustamenti.
Processo di qualità continua
L'intero processo si inserisce in una logica di miglioramento continuo della qualità. Le valutazioni interne ed esterne (HAS, ARS) verificano l'esistenza e l'applicazione dei protocolli. I piani di miglioramento che ne derivano alimentano l'evoluzione delle pratiche.
Conclusione: protocolli al servizio del supporto
I protocolli e le buone pratiche non sono un fine in sé, ma strumenti al servizio della qualità del supporto alle persone autistiche. Ben progettati, garantiscono coerenza, sicurezza ed efficacia degli interventi. Ben attuati, strutturano il lavoro di squadra e facilitano la coordinazione multidisciplinare.
La formazione dei team su questi protocolli è indispensabile affinché siano realmente applicati. Questa formazione combina apporti teorici, presentazione delle procedure e accompagnamento pratico. Strumenti come il programma COCO di DYNSEO si integrano in questo processo protocolizzato per un supporto rigoroso e valutato.
Le istituzioni che investono nell'elaborazione e nella formazione sui protocolli costruiscono una cultura di team condivisa, a beneficio diretto delle persone assistite. È un investimento essenziale per la qualità delle cure e il miglioramento continuo delle pratiche.