PEI e PDP: differenza tra piano educativo individualizzato e piano didattico personalizzato
Il PEI (piano educativo individualizzato) è il documento previsto per gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992; il PDP (piano didattico personalizzato) riguarda invece gli studenti con DSA o con altri bisogni educativi speciali (BES). Il primo è un progetto ampio, redatto con la partecipazione di scuola, famiglia e servizi sanitari; il secondo è un piano didattico che la scuola elabora e condivide con la famiglia. In questa guida vediamo chi è coinvolto, chi redige i due documenti e come leggerli.
Da ricordare
- Il PEI è legato alla certificazione di disabilità (Legge 104/1992) e può prevedere il sostegno e interventi su più aree.
- Il PDP è legato ai DSA (Legge 170/2010) e ad altri BES: riguarda soprattutto metodi, strumenti e modalità di valutazione.
- Il PEI è redatto dal GLO (gruppo di lavoro operativo per l'inclusione); il PDP dal consiglio di classe o dal team dei docenti, con la famiglia.
- Entrambi i documenti vanno letti, condivisi e verificati nel corso dell'anno: non sono un atto formale da archiviare.
- Per diagnosi, certificazioni e tempi rivolgetevi a ASL, scuola e patronato: le procedure possono variare da Regione a Regione.
Qual è la differenza tra PEI e PDP in breve?
La differenza principale riguarda il punto di partenza. Il PEI nasce da una condizione di disabilità accertata e certificata: si parla di alunni con disabilità, tutelati dalla Legge 104/1992. Il PDP nasce da un disturbo specifico dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia), disciplinato dalla Legge 170/2010, oppure da un altro bisogno educativo speciale individuato dalla scuola.
Ne derivano differenze concrete. Il PEI è un progetto che può coinvolgere più aree: apprendimento, autonomia, relazione, comunicazione, spazi e strumenti, e può prevedere la presenza di un insegnante di sostegno. Il PDP lavora soprattutto sulla didattica ordinaria: misure dispensative, strumenti compensativi, tempi e modalità di verifica adattati. In entrambi i casi l'obiettivo è lo stesso: permettere allo studente di partecipare pienamente alla vita scolastica.
Che cos'è il PEI e a chi è destinato?
Il piano educativo individualizzato è il documento in cui si descrivono, per un alunno con disabilità, gli interventi educativi e didattici, le risorse e i sostegni necessari. Si colloca nel quadro della Legge 104/1992 e della disciplina sull'inclusione scolastica (D.Lgs. 66/2017 e successive modifiche). Il punto di partenza è la certificazione che attesta la condizione di disabilità e, secondo la normativa più recente, il profilo di funzionamento, che descrive punti di forza e bisogni della persona.
Un PEI ben fatto non si limita a elencare difficoltà. Indica obiettivi, strategie, modalità di verifica, eventuali ausili e accorgimenti negli spazi. Può prevedere una programmazione che segue quella della classe (con adattamenti) oppure una programmazione differenziata, che sostituisce in parte gli obiettivi curricolari. È una scelta importante, da discutere con attenzione insieme alla famiglia.
Che cos'è il PDP e per chi viene predisposto?
Il piano didattico personalizzato è il documento con cui la scuola organizza, per uno studente con DSA o altro BES, le strategie didattiche e le modalità di valutazione. Per i DSA il riferimento è la Legge 170/2010 e le relative linee guida ministeriali. Per gli altri BES (svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale, difficoltà temporanee) i riferimenti sono la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e la Circolare n. 8 del 6 marzo 2013.
Il PDP descrive il quadro dello studente, gli obiettivi, le misure dispensative (ad esempio non richiedere la lettura ad alta voce non programmata) e gli strumenti compensativi (ad esempio sintesi vocale, mappe concettuali, calcolatrice, tempi più lunghi). Per i DSA la diagnosi è il presupposto; per altri BES la decisione spetta alla scuola, che motiva la scelta con osservazioni documentate.
Chi redige il PEI e chi redige il PDP?
Il PEI è elaborato e approvato dal GLO, il gruppo di lavoro operativo per l'inclusione. Ne fanno parte il team dei docenti o il consiglio di classe (compreso l'insegnante di sostegno), i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, le figure professionali interne ed esterne che seguono l'alunno e un rappresentante dell'unità di valutazione multidisciplinare dell'ASL. Quando è opportuno, partecipa anche lo studente stesso. Il dirigente scolastico presiede o delega la presidenza.
Il PDP è redatto dal consiglio di classe (scuola secondaria) o dal team dei docenti (scuola primaria), in collaborazione con la famiglia e, quando possibile, con gli specialisti che seguono lo studente. Viene firmato dal dirigente scolastico, dai docenti e dai genitori. Non serve un gruppo formale come il GLO, ma serve un vero confronto: un PDP compilato senza ascoltare la famiglia perde gran parte del suo valore.
Per i genitori: prima di una riunione, annotate tre cose che funzionano a casa (come studia vostro figlio o vostra figlia, quali aiuti sono utili, cosa lo scoraggia). Portarle al tavolo aiuta la scuola a scrivere un piano più aderente alla realtà.
Come si leggono i due documenti: cosa guardare?
Capire un PEI o un PDP non richiede competenze tecniche. Basta porsi alcune domande, sezione per sezione.
- Il quadro iniziale: descrive correttamente lo studente? Ci sono punti di forza, non solo difficoltà?
- Gli obiettivi: sono concreti e verificabili? Una frase come «migliorare la lettura» è vaga; «leggere un testo breve con la sintesi vocale e rispondere a domande» è più chiara.
- Le misure e gli strumenti: sono indicati per ogni disciplina? Sono realmente disponibili in classe e durante le verifiche?
- La valutazione: è chiaro come si valuta (tempi, formati, criteri)? Nel PEI, la programmazione è per obiettivi della classe o differenziata?
- Le risorse: nel PEI, sono indicate le risorse di sostegno e le eventuali altre figure? Per il numero di ore ci si riferisce all'assegnazione deliberata dalla scuola e dagli enti competenti, senza dare per scontate cifre generiche.
- Le verifiche: sono previsti momenti di controllo durante l'anno?
PEI e PDP: quali sono le differenze in una tabella?
| Aspetto | PEI | PDP |
|---|---|---|
| Per chi | Alunni con disabilità certificata (Legge 104/1992) | Studenti con DSA (Legge 170/2010) o altri BES |
| Presupposto | Certificazione e profilo di funzionamento | Diagnosi di DSA, oppure valutazione motivata della scuola per altri BES |
| Chi lo redige | GLO (docenti, famiglia, ASL, specialisti) | Consiglio di classe o team docenti, con la famiglia |
| Ambito | Più aree: apprendimento, autonomia, relazione, comunicazione, ausili | Soprattutto didattica e valutazione |
| Insegnante di sostegno | Può essere previsto | Non previsto |
| Programmazione | Con adattamenti o differenziata | Obiettivi della classe, con misure e strumenti personalizzati |
| Verifica | Periodica, con aggiornamento in caso di cambiamenti | Periodica, con aggiornamento in caso di necessità |
Quando si redigono e come si verificano?
Il PEI viene elaborato all'inizio dell'anno scolastico: di norma la versione definitiva è approvata entro l'autunno, dopo una prima fase di osservazione, e viene verificato nel corso dell'anno, con un confronto finale a fine anno per preparare quello successivo. In caso di cambio di scuola o di passaggio a un nuovo ciclo il fascicolo deve seguire lo studente, per garantire continuità.
Il PDP viene redatto nei primi mesi dell'anno e aggiornato quando necessario. È buona prassi rivederlo almeno una volta nel corso dell'anno, perché le esigenze cambiano: uno studente che ha imparato a usare bene la sintesi vocale può aver bisogno di altro. I tempi e le scadenze esatte possono dipendere dalle disposizioni ministeriali e regionali in vigore: per verificarli chiedete alla segreteria della scuola.
Consiglio per gli insegnanti
Condividete il PEI o il PDP con tutti i colleghi della classe, compresi i supplenti. Una scheda di una pagina con le misure principali, da tenere nel registro, evita che gli accorgimenti vengano dimenticati proprio quando servono, ad esempio durante una verifica.
Quali sono i diritti e il ruolo dei genitori?
I genitori non sono spettatori. Nel caso del PEI partecipano a pieno titolo al GLO; nel caso del PDP sono coinvolti nella redazione e nella firma. Hanno diritto a essere ascoltati, a ricevere copia del documento, a chiedere chiarimenti e a proporre modifiche. Possono anche chiedere una verifica anticipata se qualcosa non funziona.
Un PDP firmato non è un impegno irrevocabile: se le misure si rivelano inadeguate, si può chiedere un nuovo incontro. Allo stesso modo, la collaborazione tra scuola e famiglia dà i risultati migliori quando è costante e rispettosa: la scuola conosce la didattica, la famiglia conosce lo studente.
Per quanto riguarda i servizi collegati (ad esempio assistenza all'autonomia e alla comunicazione, trasporto, ausili), le competenze sono divise tra scuola, Comune e Regione, con differenze da territorio a territorio. Non fate affidamento su cifre generiche: rivolgetevi all'ufficio competente del vostro Comune, alla vostra ASL o a un patronato per conoscere requisiti e disponibilità.
Dove rivolgersi per diagnosi, certificazioni e dubbi?
- ASL: per l'accertamento della disabilità e per le valutazioni dell'unità multidisciplinare; per i DSA, per la diagnosi presso il servizio sanitario o presso strutture e professionisti accreditati secondo le regole regionali.
- INPS: interviene nella procedura di accertamento della disabilità e per le prestazioni collegate; per le fasi e la modulistica fate riferimento al sito dell'ente.
- Scuola: il referente per l'inclusione, il dirigente scolastico e i docenti coordinatori sono il primo interlocutore.
- Comune e Regione: per servizi come assistenza educativa, trasporto e ausili.
- Patronato e associazioni di famiglie: per orientarsi nelle procedure e conoscere i propri diritti.
Le regole di dettaglio, i tempi e la modulistica possono cambiare: verificate sempre la versione in vigore sui siti ufficiali, indicando la data della consultazione.
Attività e giochi per stimolare l'apprendimento e sostenere l'inclusione
Il piano scritto è solo una parte del percorso: il resto avviene ogni giorno, in classe e a casa. Alcuni strumenti DYNSEO possono accompagnare questo lavoro, insieme alle indicazioni di insegnanti e specialisti (non sostituiscono una valutazione clinica o un intervento riabilitativo).
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- Esercizi di attenzione e memoria di lavoro: sessioni brevi e regolari, da concordare con il team docenti, per allenare la concentrazione prima di un compito.
- Pause attive e giochi di movimento: utili per rilassarsi tra una verifica e l'altra o prima dei compiti a casa.
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Domande frequenti su PEI e PDP
Fonti e riferimenti
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone con disabilità).
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170 (disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico) e Linee guida allegate al DM del 12 luglio 2011.
- D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 66 e successive modifiche (inclusione scolastica degli studenti con disabilità).
- Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 (bisogni educativi speciali).
- Siti ufficiali: Ministero dell'Istruzione e del Merito, INPS, ASL e Regione di residenza. Consultazione: novembre 2026.
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce il parere di un patronato o di un professionista (insegnante referente, neuropsichiatra infantile, psicologo, legale). Importi, soglie e procedure possono variare: verificate sempre con l'ente competente.
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