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Il ruolo delle terapie complementari nell'accompagnamento dei disturbi DIS

Dislessia, dispraxia, discalculia, disfasia — i disturbi DIS non si trattano con una sola chiave. Logopedia, terapia occupazionale, psicomotricità, neurofeedback, sofrologia: questa guida fa il punto su tutti gli approcci complementari e sulla loro articolazione ottimale.

I disturbi DIS colpiscono circa 1 bambino su 5 in Francia — un numero che include la dislessia, la disortografia, la discalculia, la dispraxia, la disfasia e le loro molteplici combinazioni. Questi disturbi sono neuroevolutivi: non guariscono nel senso medico del termine, ma si accompagnano, si compensano e si gestiscono con gli strumenti giusti. La logopedia è spesso la prima porta d'ingresso — ma raramente è sufficiente da sola. Le terapie complementari, ben scelte e ben coordinate, fanno la differenza tra un bambino che subisce le sue difficoltà e un bambino che le supera.
1/5
bambini presenta uno o più disturbi dell'apprendimento — ovvero 5-6 alunni per classe
40–60%
dei bambini DIS presenta una comorbidità (ADHD, ansia, disturbi motori) che richiede più approcci
Dai 5 anni
i segni premonitori dei disturbi DIS sono riconoscibili e i primi interventi avviabili

Comprendere i disturbi DIS: una realtà plurale

Il termine "disturbi DIS" raggruppa un insieme di disturbi neuroevolutivi dell'apprendimento che condividono una caratteristica comune: colpiscono bambini la cui intelligenza è normale o superiore alla norma, ma il cui cervello elabora alcune informazioni (suoni, lettere, numeri, gesti) in modo atipico. Non sono disturbi di volontà né di pigrizia — sono differenze di funzionamento neurologico che si manifestano negli apprendimenti scolastici e, più in generale, nella vita quotidiana.

La dislessia colpisce la lettura — più precisamente il decodifica fonologica, cioè la capacità di trasformare i suoni in lettere e viceversa. La disortografia ne è spesso la traduzione scritta. La discalculia influisce sul senso dei numeri e sulle operazioni aritmetiche. La dispraxia (o Disturbo Sviluppo della Coordinazione) disturba la coordinazione e la pianificazione dei gesti — compresa la scrittura. La disfasia colpisce lo sviluppo del linguaggio orale.

🧠 Comorbidità : la regola piuttosto che l'eccezione

Un punto cruciale spesso sottovalutato : il 40-60 % dei bambini dislessici presenta almeno una comorbidità. Dislessia + ADHD, disprassia + dislessia, disfasia + disturbi pragmatici — queste combinazioni sono comuni. È precisamente questa realtà che giustifica un approccio multidisciplinare : una sola terapia non può trattare disturbi che si intrecciano in dimensioni cognitive, motorie, emotive e sociali.

La logopedia : il pilastro centrale, ma non l'unica risposta

La logopedia è il trattamento di riferimento per la dislessia, la disortografia e la disfasia. Il logopedista realizza la valutazione iniziale che oggettiva le difficoltà, pone le ipotesi diagnostiche e definisce gli assi di riabilitazione. La presa in carico logopedica mira direttamente ai meccanismi deficitari : consapevolezza fonologica, decodifica, codifica, fluenza, comprensione, produzione del linguaggio orale.

Ma la logopedia ha i suoi limiti — non per mancanza di efficacia, ma per natura. Non può, da sola, affrontare le difficoltà motorie di un bambino disprassico, l'ansia scolastica di un adolescente dislessico esausto da anni di fallimenti, i problemi di coordinazione spaziale in un bambino con difficoltà visuo-spaziali, o i disturbi dell'attenzione che accompagnano spesso i dis. È qui che intervengono le terapie complementari.

La coordinazione logopedista-famiglia : una questione fondamentale

Prima di parlare di terapie complementari, è fondamentale evocare la coordinazione tra il logopedista e la famiglia. Gli esercizi svolti in seduta producono i loro effetti solo se rinforzati a casa in modo regolare e benevolo. Il Quaderno di collegamento logopedista-famiglia DYNSEO è uno strumento progettato precisamente per fluidificare questa comunicazione — permette al logopedista di trasmettere gli obiettivi della settimana, alla famiglia di annotare le proprie osservazioni, e a tutti di condividere il monitoraggio dei progressi.

L'ergoterapia : rendere le attività quotidiane accessibili

L'ergoterapia è la terapia complementare più indispensabile nei casi di disprassia — e preziosa in molti altri disturbi dis. L'ergoterapista lavora sull'adattamento delle attività quotidiane alle capacità motorie e cognitive del bambino. Il suo campo copre la scrittura, le attività della vita quotidiana (vestirsi, cucinare, utilizzare i trasporti), l'organizzazione spaziale e temporale, e gli strumenti compensatori.

La scrittura : il campo di battaglia dell'ergoterapista

Per i bambini disprassici, la scrittura a mano è spesso un'attività estenuante che mobilita tutte le risorse cognitive disponibili — a scapito della riflessione sul contenuto. L'ergoterapista lavora su più assi simultaneamente. Prima di tutto, la grafomotricità — la meccanica del gesto di scrittura : impugnatura della penna, postura, pressione, direzione dei movimenti. Poi, le strategie compensatorie quando la scrittura a mano rimane troppo costosa : apprendimento della tastiera, utilizzo di un computer o di un tablet, software di riconoscimento vocale.

💻 Strumenti digitali compensativi

Quando la tecnologia libera l'apprendimento

Il terapista occupazionale orienta spesso verso strumenti digitali adattati. I correttori ortografici avanzati (Antidote, Reverso), i software di riconoscimento vocale (Dragon Dictate), le applicazioni per prendere appunti audio e i promemoria digitali fanno parte della panoplia compensativa. Per rafforzare la consapevolezza delle confusioni frequenti, il Promemoria confusioni b/d p/q DYNSEO è un supporto visivo accessibile su tablet che il bambino può consultare discretamente in classe o durante i compiti.

L'adattamento del posto scolastico

Il terapista occupazionale gioca anche un ruolo chiave nella raccomandazione degli adattamenti scolastici. Può consigliare una scrivania a altezza regolabile, una sedia ergonomica, un cavalletto per inclinare i fogli, un evidenziatore a doppia punta per i bambini che hanno difficoltà a seguire le righe. Per i ragazzi delle scuole medie e superiori, accompagna l'implementazione del tempo supplementare e degli strumenti informatici nell'ambito del PAP (Piano di Accompagnamento Personalizzato). Queste raccomandazioni concrete trasformano l'esperienza scolastica — riducendo il carico motorio, liberano risorse cognitive per apprendere.

La psicomotricità: corpo, spazio e apprendimenti

La psicomotricità occupa un posto particolare nell'accompagnamento dei disturbi DIS perché lavora all'interfaccia tra corpo, spazio, tempo e cognizione. Questo legame, che può sembrare astratto, è tuttavia fondamentale: imparare a leggere significa anche imparare che le lettere hanno una direzione (b ≠ d), che le parole si leggono da sinistra a destra, che le sillabe si susseguono in un ordine temporale. Queste competenze spaziotemporali sono precisamente ciò che la psicomotricità rinforza.

Lateralizzazione e schema corporeo

La lateralizzazione — la preferenza e la padronanza dell'uso di un lato del corpo — è spesso perturbata o tardiva nei disturbi DIS. Un bambino la cui lateralizzazione non è ben stabilita a 6-7 anni avrà difficoltà a distinguere la sua sinistra dalla sua destra, a orientarsi nello spazio di una pagina, a seguire il senso di lettura convenzionale. Il psicomotricista lavora sull'installazione di questa lateralizzazione attraverso giochi corporei, esercizi di dissociazione dei movimenti e attività di orientamento spaziale.

Lo schema corporeo — la rappresentazione mentale che un bambino ha del proprio corpo — è anche un substrato degli apprendimenti. Un bambino che non ha una rappresentazione chiara del suo corpo (dove si trova la sua mano rispetto al suo braccio, come è orientato il suo corpo nello spazio) avrà difficoltà a interiorizzare la direzione e l'orientamento delle lettere e dei numeri. La psicomotricità, attraverso il gioco corporeo e le attività di consapevolezza del corpo, costruisce queste fondamenta.

La grafomotricità e lo sviluppo delle prassie

La grafomotricità — le capacità motorie specifiche per la scrittura — è un asse condiviso tra terapia occupazionale e psicomotricità a seconda dei paesi e delle formazioni professionali. In Italia, il psicomotricista lavora spesso sulle prassie grafiche: la traiettoria dei tracciati, la formazione delle lettere nello spazio, la fluidità delle successioni. Esercizi di preparazione alla scrittura (disegno libero, tracciati guidati, modellazione) rinforzano le competenze motorie fini che sottendono la scrittura.

Per seguire questi progressi in modo strutturato, il Tabella di monitoraggio delle competenze DYNSEO consente al psicomotricista di documentare l'evoluzione del bambino in diversi ambiti (coordinazione, schema corporeo, organizzazione spaziale) — prezioso per il coordinamento con il team multidisciplinare e per mostrare al bambino e alla sua famiglia i progressi compiuti.

L'ortottica: quando gli occhi complicano la lettura

L'ortottica è spesso la grande dimenticata nella riflessione sui disturbi DIS — eppure, merita un posto a sé stante in alcuni casi. I disturbi visivi di ordine oculomotorio (e non di rifrazione) possono complicare notevolmente la lettura in un bambino che presenta già una dislessia. La convergenza — la capacità dei due occhi di puntare insieme su un medesimo punto vicino — è spesso deficitaria nei bambini dislessici. Quando gli occhi non convergono bene, le parole "si muovono", si sdoppiano o si spostano durante la lettura, generando una fatica visiva intensa e difficoltà di fissazione.

L'ortottista realizza un bilancio delle capacità oculomotorie (convergenza, saccadi, inseguimento) e propone esercizi di riabilitazione. In alcuni casi, possono essere prescritti occhiali prismatici per correggere i problemi di binocularità. Queste interventi non trattano la dislessia in sé — ma possono rimuovere un ostacolo visivo aggiuntivo che complicava la lettura oltre al disturbo fonologico sottostante.

La sofrologia e la meditazione di consapevolezza: curare l'ansia scolastica

Un aspetto spesso sottovalutato dei disturbi DIS è il loro impatto emotivo. Un bambino dislessico che non riesce a decifrare una pagina mentre i suoi compagni sembrano farlo senza sforzo, che sente "potresti fare meglio se ti impegnassi" decine di volte, che vede i suoi risultati scolastici riflettere qualcosa di diverso dalla sua intelligenza reale — questo bambino sviluppa spesso un'ansia scolastica, una depressione dell'autostima e una relazione dolorosa con l'apprendimento.

La sofrologia

La sofrologia propone tecniche di rilassamento muscolare e visualizzazione positiva adatte ai bambini a partire dai 6-7 anni. Il rilassamento dinamico riduce le tensioni fisiche legate allo stress scolastico. La visualizzazione positiva — vedersi mentre si riesce in una lettura, un esame, un compito — mobilita gli stessi circuiti neuronali dell'attività reale e rinforza la fiducia. Esercizi di sofrologia di 10 minuti prima delle valutazioni possono ridurre significativamente l'ansia da prestazione.

La consapevolezza (mindfulness)

La meditazione di consapevolezza adattata ai bambini (programmi come "Calmo e Attento come una rana" di Eline Snel) è convalidata da studi per ridurre l'ansia, migliorare l'attenzione e rinforzare la regolazione emotiva — tre benefici direttamente utili per i bambini DIS. Praticare 10-15 minuti al giorno di meditazione adattata migliora la capacità di ri-centrare dopo una distrazione, di tollerare la frustrazione di un compito difficile e di osservare i propri pensieri negativi senza amplificarli.

Il Termometro delle emozioni DYNSEO può essere utilizzato con i bambini DIS per aiutarli a identificare e nominare il loro livello di ansia o frustrazione — un primo passo verso la regolazione emotiva. La Ruota delle scelte aiuta il bambino a selezionare una strategia di regolazione tra quelle che ha appreso (respirazione, ritiro temporaneo, disegno...) quando l'ansia aumenta.

Il neurofeedback e le approcci neurofisiologiche

Il neurofeedback è una tecnica di biofeedback che insegna all'individuo a modulare la propria attività cerebrale in tempo reale. Elettrodi sul cuoio capelluto misurano l'attività EEG, e un segnale visivo o sonoro informa il bambino in tempo reale del suo stato cerebrale — permettendogli progressivamente di imparare a auto-regolare le proprie onde cerebrali. Studi pilota mostrano effetti positivi sull'attenzione (ADHD) e su alcune componenti della lettura (dislessia), ma le prove rimangono ad oggi meno solide rispetto ad altre approcci.

Il neurofeedback rimane un approccio complementare da utilizzare con cautela e discernimento — assicurandosi che il professionista sia rigorosamente formato e che la famiglia comprenda i limiti delle prove disponibili. Può essere particolarmente utile nei casi in cui l'ADHD è comorbido con la dislessia e resiste ad altre approcci.

Il metodo Davis: un approccio alternativo attraverso la creatività

Il metodo Davis (creato da Ron Davis, lui stesso dislessico) propone un approccio fondamentalmente diverso dalle riabilitazioni convenzionali. Piuttosto che lavorare direttamente sul decodifica fonologica, parte dal pensiero visivo e spaziale — spesso molto sviluppato nelle persone dislessiche — per creare associazioni tra le parole chiave (gli articoli, le preposizioni e le piccole parole non visive che creano problemi) e rappresentazioni tridimensionali in argilla.

Il metodo Davis non è riconosciuto dalla comunità logopedica come un trattamento di prima linea, e le sue prove scientifiche sono limitate. Ma alcuni genitori e bambini riportano benefici reali, in particolare sulla gestione della "disorientamento" — questa confusione spaziale e temporale caratteristica del pensiero dislessico. Può costituire un complemento per alcuni profili, ma non deve mai sostituire la riabilitazione logopedica.

Le approcci sensoriali: integrazione sensoriale e metodo DORE

L'integrazione sensoriale di Jean Ayres

L'integrazione sensoriale è un approccio sviluppato da A. Jean Ayres, terapista occupazionale e neuropsicologo, che postula che il modo in cui il cervello elabora e integra le informazioni sensoriali (propriocezione, vestibolare, tattile, visivo, uditivo) sottende l'insieme degli apprendimenti. Quando questa integrazione è perturbata — come spesso accade nella dispraxia e in alcuni profili DIS — possono derivarne difficoltà di apprendimento.

La terapia di integrazione sensoriale si svolge generalmente in una "sala sensoriale" attrezzata con altalene, trampolini, tunnel e materiali di texture varie. Gli esercizi sollecitano il sistema vestibolare e propriocezione per migliorare l'integrazione cerebrale delle informazioni sensoriali. Studi mostrano benefici sulla coordinazione, l'attenzione e alcune componenti degli apprendimenti, soprattutto nelle comorbidità con la dispraxia.

Le terapie uditive

Numerosi metodi di stimolazione uditiva sono stati proposti per i disturbi DIS a componente fonologica: il metodo Tomatis (stimolazione tramite suoni filtrati), il Programma di Allenamento Uditivo (PEA), e il metodo Fast ForWord (programma informatico di discriminazione uditiva). Il loro principio comune è di rinforzare la discriminazione dei suoni attraverso un allenamento intensivo, partendo dall'ipotesi che il trattamento uditivo deficiente sia alla base della dislessia fonologica.

Il Immaginario dei suoni complessi DYNSEO è uno strumento pedagogico visivo che rinforza la consapevolezza fonologica attraverso l'associazione immagine-suono — utilizzabile in seduta o a casa per consolidare gli acquisiti delle terapie uditive o della logopedia.

La kinesiologia educativa (Brain Gym)

Il Brain Gym è un programma di esercizi fisici semplici progettati per "attivare" alcune funzioni cerebrali e facilitare gli apprendimenti. Gli esercizi mirano in particolare all'integrazione dei due emisferi cerebrali, alla lateralizzazione e alla coordinazione. Sebbene i suoi fondamenti teorici siano contestati dalla comunità neuroscientifica (il concetto di "attivazione" specifica delle aree cerebrali tramite questi esercizi è scientificamente discutibile), alcuni insegnanti e riabilitatori riportano benefici sulla mobilizzazione dell'attenzione e sulla predisposizione agli apprendimenti — probabilmente attraverso l'effetto generale dell'attività fisica sul cervello.

Il Brain Gym può essere utilizzato come routine di riscaldamento prima delle sessioni di lavoro — alcuni minuti di esercizi corporei per preparare il cervello ad apprendere. Senza aspettarsi miracoli sulla dislessia stessa, i suoi effetti sulla disponibilità attentiva e sulla riduzione dello stress sono positivi.

Le applicazioni digitali: terapie del domani?

Le applicazioni digitali di riabilitazione cognitiva rappresentano una nuova generazione di strumenti complementari. A differenza delle sedute settimanali di 45 minuti con un professionista, permettono un allenamento quotidiano, progressivo e coinvolgente. L'app COCO di DYNSEO — progettata per bambini dai 5 ai 10 anni — propone attività cognitive progressive che riguardano la memoria, l'attenzione e il linguaggio in un ambiente ludico e non minaccioso.

Queste applicazioni non sostituiscono i terapeuti — ma prolungano la loro azione tra le sedute, il che è fondamentale: la plasticità cerebrale risponde alla ripetizione. 15 minuti di allenamento quotidiano su un'app ben progettata possono completare efficacemente una seduta settimanale di logopedia.

📱 Le applicazioni DYNSEO per accompagnare i bambini con disturbi DIS

COCO — 5-10 anni : stimolazione cognitiva progressiva, memoria, attenzione, linguaggio orale. Interfaccia non minacciosa, feedback positivo.

ROBERTO — adolescenti e adulti con disturbi DIS : mantenimento e allenamento delle funzioni cognitive.

Coach IA DYNSEO — accompagnamento personalizzato per guidare genitori e bambini nei loro esercizi.

Scoprire COCO per i bambini con disturbi DIS →

Come scegliere e combinare le terapie : una guida pratica

Partire dalla valutazione multidisciplinare

La prima fase prima di qualsiasi decisione terapeutica è la valutazione multidisciplinare. Questa valutazione — che può coinvolgere un logopedista, un neuropsicologo, un pediatra o psichiatra infantile, e a seconda dei casi un terapista occupazionale o un psicomotricista — identifica precisamente le funzioni cognitive deficitari e preservate, le comorbidità eventuali, e i bisogni prioritari. È su questa base che le terapie complementari vengono scelte — non sulla base di "proviamo tutto".

La questione del sovraccarico terapeutico

⚠️ Non esaurire il bambino con troppe terapie simultanee

Un errore frequente tra i genitori consapevoli e impegnati è moltiplicare le terapie simultaneamente: logopedia il lunedì, terapia occupazionale il mercoledì, psicomotricità il giovedì, sessione di Brain Gym il venerdì. Il bambino si ritrova in "terapia a tempo pieno" e non ha più tempo per essere un bambino. Questo sovraccarico terapeutico genera spesso stanchezza, demotivazione e, paradossalmente, risultati inferiori. Meglio due terapie ben coordinate e intensamente praticate che una galassia di terapie scollegate.

L'organizzazione delle terapie nel tempo

Un approccio sequenziale è spesso più efficace di un approccio simultaneo illimitato. Ad esempio: in un primo momento, logopedia intensiva + terapia occupazionale per la scrittura. Una volta consolidate le basi, si integra la psicomotricità per la schema corporeo. Si aggiunge un supporto emotivo (sophrologie o terapia breve) se l'ansia scolastica è importante. Questa organizzazione evita il sovraccarico, consente di valutare l'efficacia di ogni intervento, e si adatta all'evoluzione del bambino.

💡 5 principi per scegliere le terapie complementari

1. Partire dalla valutazione : le terapie scelte devono rispondere ai bisogni identificati, non alle mode del momento.

2. Coordinare i professionisti : devono comunicare, condividere le loro osservazioni ed evitare ridondanze o contraddizioni.

3. Limitare il numero simultaneo : 2 a 3 terapie al massimo in parallelo — il bambino ha bisogno di tempo per giocare e riposarsi.

4. Valutare regolarmente : una terapia che non produce effetti misurabili dopo 6 mesi merita di essere messa in discussione.

5. Tenere conto delle preferenze del bambino : una terapia in cui il bambino si impegna attivamente sarà sempre più efficace di una terapia subita.

La tabella di coordinazione : chi fa cosa nel team multidisciplinare

ProfessionistaAree di intervento prioritarieStrumenti complementari
LogopedistaDecodifica, codifica, consapevolezza fonologica, linguaggio orale, comprensione, fluiditàImmaginario dei suoni complessi, Promemoria confusioni b/d p/q, Griglia di rilettura
ErgoterapistaScrittura, strumenti compensativi, organizzazione, sistemazione del posto scolasticoComputer, software adattati, materiale ergonomico
PsicomotricistaLateralizzazione, schema corporeo, organizzazione spaziotemporale, grafomotricitàAttività corporee, giochi di orientamento, disegno
OrtottistaConvergenza, saccadi, binocularità, affaticamento visivo nella letturaOcchiali prismatici, esercizi oculomotori
SofrologoAnsia scolastica, autostima, gestione dello stress da prestazioneTecniche di rilassamento, visualizzazione positiva
NeuropsicologoValutazione cognitiva globale, monitoraggio delle funzioni esecutive, coordinazione del teamTest standardizzati, raccomandazioni

Il ruolo dei genitori : primi terapeuti quotidiani

Le terapie sono settimanali — la vita è quotidiana. Ciò che accade a casa tra le sedute è spesso più determinante delle sedute stesse nel lungo termine. I genitori svolgono un ruolo insostituibile nel rafforzare le acquisizioni, nell'adattare l'ambiente domestico e nel mantenere la motivazione del bambino.

Questo ruolo è impegnativo, ed è importante che i genitori siano formati e supportati in questo accompagnamento. Risorse come le formazioni DYNSEO permettono alle famiglie di comprendere i meccanismi dei disturbi DIS e di adattare le loro pratiche quotidiane. Per organizzare e monitorare il lavoro a casa, la Scheda di monitoraggio della seduta DYNSEO consente ai genitori di annotare le attività svolte, le osservazioni e le domande per il prossimo incontro con il terapeuta.

Gli strumenti per rinforzare a casa

La Griglia di rilettura ortografica DYNSEO struttura la rilettura dei testi scritti secondo un protocollo sistematico — ideale per i bambini disortografici che faticano a rileggere in modo metodico. Può essere utilizzata durante i compiti serali, sotto la supervisione del genitore, prima di consegnare un lavoro. Insegna progressivamente una strategia di rilettura che il bambino interiorizzerà nel tempo.

Il Tabellone di monitoraggio articolatorio DYNSEO è utile per le famiglie di bambini con disfasia o disturbi del linguaggio orale — consente di seguire i progressi sui suoni lavorati in logopedia e di identificare i suoni che meritano più pratica a casa.

Le misure scolastiche : indispensabili complementi delle terapie

Le terapie, per quanto efficaci, possono produrre i loro effetti solo se l'ambiente scolastico è adattato. Le misure scolastiche — PAP, tempo supplementare, diritto al computer, carattere adattato, istruzioni semplificate — non sono "vantaggi" ingiusti : sono compensazioni necessarie che permettono al bambino DIS di mostrare ciò che sa fare senza essere ostacolato dalle sue difficoltà specifiche.

Il medico scolastico, lo psicologo dell'istruzione nazionale e i professionisti privati possono collaborare per definire le misure pertinenti. I test cognitivi DYNSEO — test di concentrazione, test delle funzioni esecutive — possono oggettivare alcune difficoltà e supportare le richieste di misure.

Conclusione: il supporto per i disturbi DIS, un lavoro di squadra

I disturbi DIS sono complessi, multidimensionali e persistono in età adulta in forme evolute. Il loro supporto non può basarsi su una sola terapia né su una sola persona. È un lavoro di squadra — logopedista, terapista occupazionale, psicomotricista, famiglia, insegnanti — coordinato attorno al bambino, con le sue preferenze e il suo ritmo come bussola. Le terapie complementari sono efficaci solo in questa dinamica collaborativa e progressiva. DYNSEO supporta questo approccio con strumenti pratici per i professionisti, le famiglie e i bambini stessi.

Scoprire tutti gli strumenti DYNSEO per i disturbi DIS →

FAQ

Quali terapie complementari per un bambino dislessico?

Ortottica (se la convergenza è deficitaria), terapia occupazionale (strumenti compensativi, tastiera), psicomotricità (lateralizzazione, organizzazione spaziale), sofrologia (ansia scolastica). La logopedia rimane il pilastro centrale.

La terapia occupazionale aiuta i bambini con disprassia?

Sì — è il trattamento di riferimento. Il terapista occupazionale lavora sulla scrittura, sugli strumenti compensativi, sull'organizzazione del posto scolastico e sulle attività della vita quotidiana.

La psicomotricità è utile per i disturbi DIS?

Particolarmente indicata in caso di difficoltà di lateralizzazione, di schema corporeo, di coordinazione o di organizzazione spaziotemporale — comorbidità frequenti nei disturbi DIS.

Quante terapie si possono combinare?

Massimo 2 o 3 in parallelo per evitare il sovraccarico. È meglio avere terapie ben coordinate piuttosto che molteplici approcci scollegati.

Le applicazioni digitali possono aiutare?

Sì — completano le sessioni professionali con un allenamento quotidiano. COCO per i 5-10 anni, ROBERTO per adolescenti e adulti. 15 min/giorno producono effetti misurabili.

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Recensioni Google DYNSEO
4,9 · 49 recensioni
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Marie L.
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