Caregiver e Parkinson :
tutto ciò che c'è da sapere per accompagnare nel tempo
Comprendere la malattia di Parkinson, adattare la quotidianità, preservare la propria salute di caregiver — la guida completa per i familiari e i professionisti che accompagnano una persona affetta da Parkinson
La malattia di Parkinson è una prova che non colpisce solo la persona diagnosticata — trasforma profondamente la vita di tutti i suoi familiari. Il caregiver di una persona affetta da Parkinson vive un accompagnamento particolare: una malattia evolutiva per anni, sintomi che cambiano e si intensificano progressivamente, una relazione affettiva che si reinventa nel tempo. Per resistere nel tempo — mesi, anni, a volte decenni — non basta amare: è necessario anche comprendere, adattarsi e prendersi cura di sé tanto quanto dell'altro. Questa guida è fatta per te.
1. Comprendere la malattia di Parkinson : ciò che ogni caregiver deve sapere
Prima di sapere come accompagnare, è necessario comprendere. La malattia di Parkinson è spesso ridotta ai suoi sintomi più visibili — i tremori — mentre in realtà è una malattia neurologica complessa, con molteplici sfaccettature, che evolve in modo diverso da persona a persona. Questa comprensione è la base di un accompagnamento consapevole.
1.1 Cos'è la malattia di Parkinson ?
La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica e progressiva, causata dalla distruzione progressiva dei neuroni produttori di dopamina in una regione cerebrale chiamata sostanza nera. La dopamina è un neurotrasmettitore essenziale per il controllo dei movimenti — la sua rarità porta ai disturbi motori caratteristici della malattia.
🧬 Un punto importante da ricordare
La malattia di Parkinson non colpisce solo le funzioni motorie. Colpisce anche il sistema nervoso autonomo (digestione, pressione sanguigna, sonno), le funzioni cognitive, l'umore e il comportamento. Comprendere questa realtà multidimensionale è essenziale per anticipare i bisogni del tuo caro e non essere colti di sorpresa da sintomi inaspettati.
1.2 I sintomi motori: riconoscere e anticipare
Tremori a riposo
Tremori che si verificano a riposo e diminuiscono durante il movimento volontario. Spesso il primo sintomo individuato, ma non sempre presente in tutti i pazienti parkinsoniani.
Akinésia e bradicinesia
Difficoltà a iniziare i movimenti (akinésia) e lentezza dei movimenti (bradicinesia). Si traduce in una camminata a piccoli passi, difficoltà a alzarsi, una scrittura sempre più piccola (micrografia).
Rigidità muscolare
Rigidità dei muscoli che resistono ai movimenti passivi. Responsabile di dolori, postura curva e contribuisce alle difficoltà di spostamento e di girarsi nel letto.
Disturbi dell'equilibrio e della postura
Instabilità posturale, rischio di cadute aumentato. I "freezing" (bloccaggi improvvisi della camminata) sono particolarmente pericolosi e possono verificarsi in situazioni specifiche (passaggio di porta, inversione).
1.3 I sintomi non motori: il lato nascosto del Parkinson
I sintomi non motori sono spesso sottovalutati mentre hanno un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente e sul carico del caregiver. Possono precedere i sintomi motori di diversi anni.
| Categoria | Sintomi frequenti | Impatto sull'assistente |
|---|---|---|
| Cognitivi | Rallentamento del pensiero, difficoltà di attenzione, disturbi della memoria, rischio di demenza parkinsoniana | Carico mentale elevato |
| Psichiatrici | Depressione (molto frequente), ansia, apatia, allucinazioni (soprattutto sotto trattamento) | Emotivamente impegnativo |
| Sonno | Insonnia, sonnolenza diurna, disturbi comportamentali del sonno REM (agitazione notturna) | Affaticamento dell'assistente |
| Autonomo | Ipotensione ortostatica, stitichezza, disturbi urinari, ipersalivazione, sudorazione eccessiva | Cure intime complesse |
| Comunicazione | Voce debole (ipofonia), ritmo veloce o monotono, difficoltà a deglutire (disfagia) | Adattamenti relazionali |
| Dolore | Dolori muscolari, crampi, sensazioni di bruciore — spesso sottodiagnosticati | Vigilanza e segnalazione |
1.4 L'evoluzione della malattia: comprendere le fasi
La malattia di Parkinson evolve secondo una progressione variabile da persona a persona. La scala di Hoehn e Yahr distingue cinque fasi, dalla fase 1 (sintomi unilaterali lievi, autonomia conservata) alla fase 5 (dipendenza totale). Ma questa progressione non è lineare — è segnata da fluttuazioni legate ai trattamenti, da "buone fasi" e da fasi di blocco. Il vostro supporto dovrà adattarsi continuamente a questa realtà mutevole.
2. La vita quotidiana con una persona parkinsoniana: adattare ogni gesto
Il supporto quotidiano a una persona affetta da Parkinson richiede un adattamento costante delle pratiche, dell'ambiente e degli atteggiamenti. Non è solo una questione di buona volontà — è un know-how che si apprende e si affina nel tempo.
2.1 Le fluttuazioni motorie: comprendere gli "on" e gli "off"
Uno dei fenomeni più disorientanti per gli assistenti è la fluttuazione motoria: periodi in cui il vostro caro funziona relativamente bene (periodo "on") alternano con periodi in cui i sintomi sono nettamente aggravati (periodo "off"). Queste fluttuazioni sono legate alle variazioni di efficacia del trattamento dopaminergico durante la giornata.
Consiglio pratico: Imparate a identificare le ore di "picco" di efficacia del trattamento del vostro caro e pianificate le attività più impegnative (igiene, pasti, uscite, appuntamenti medici) in questi intervalli. Un diario delle fluttuazioni, condiviso con il team medico, consente di ottimizzare il trattamento.
2.2 Accompagnare i movimenti e prevenire le cadute
Mettere in sicurezza l'ambiente domestico
Rimuovere tappeti e ostacoli, installare barre di supporto nei luoghi strategici (bagno, WC, corridoio), garantire un'illuminazione sufficiente di notte, scegliere scarpe con suole antiscivolo e chiusura facile. Una visita di un terapista occupazionale può essere preziosa per un audit completo della casa.
Gestire gli episodi di freezing
Durante un blocco (freezing), rimanete calmi — la fretta aggrava la situazione. Tecniche semplici possono aiutare: chiedere al vostro caro di camminare a ritmo di musica, di superare un ostacolo visivo immaginario, di sollevare il ginocchio alto. Non tirate mai il braccio di una persona in freezing.
Accompagnare senza sovraproteggere
Il riflesso dell'assistente è spesso quello di intervenire al minimo rischio. Ma aiutare troppo significa privare il tuo caro di esercizi naturali che mantengono le sue capacità motorie. L'obiettivo è garantire sicurezza senza occuparsi di ciò che il tuo caro può ancora fare da solo — anche lentamente.
Protocollo in caso di caduta
Se il tuo caro cade, non sollevarlo precipitosamente. Assicurati prima che non sia ferito. Aiutalo poi a rialzarsi metodicamente — passando prima di lato, poi a quattro zampe, poi appoggiandosi a un mobile solido. Segnala ogni caduta al team medico, anche senza ferite apparenti.
2.3 I pasti e la deglutizione
I disturbi della deglutizione (disfagia) e della manipolazione degli alimenti sono frequenti nel Parkinson avanzato. Rappresentano un rischio reale di aspirazione e polmonite da aspirazione — una delle principali cause di complicazioni gravi. L'adattamento dei pasti è un aspetto essenziale dell'accompagnamento.
- Adattare la consistenza degli alimenti secondo le raccomandazioni del logopedista — frullati, tritati, passati a seconda delle necessità
- Posizionare correttamente il tuo caro durante i pasti: seduto dritto, testa leggermente inclinata in avanti (mai indietro)
- Prendere tempo — pasti tranquilli, senza fretta, con bocconi piccoli
- Monitorare i segni di aspirazione: tosse durante o dopo il pasto, voce "bagnata", deglutizioni ripetute
- Adattare le bevande se necessario — addensanti raccomandati dal logopedista per facilitare la deglutizione dei liquidi
- Consultare un dietista se il tuo caro presenta una perdita di peso — frequente nel Parkinson
Scheda di monitoraggio della sessione DYNSEO
Annotare le osservazioni quotidiane — fluttuazioni motorie, episodi di blocco, qualità dei pasti, incidenti — è prezioso per il team medico e per te stesso. La scheda di monitoraggio della sessione DYNSEO ti aiuta a strutturare queste osservazioni e a condividerle efficacemente durante le consultazioni.
Scarica la scheda di monitoraggio3. La dimensione cognitiva ed emotiva del Parkinson
La malattia di Parkinson non è una malattia "solo fisica". I suoi effetti sulla cognizione, l'umore e il comportamento sono spesso al centro delle difficoltà vissute dagli assistenti — a volte più dei sintomi motori stessi.
3.1 I disturbi cognitivi nel Parkinson
Tra il 25 e il 40 % delle persone affette da Parkinson sviluppano disturbi cognitivi moderati, e circa l'80 % presenta demenza parkinsoniana dopo 20 anni di evoluzione della malattia. Questi disturbi differiscono da quelli della malattia di Alzheimer — colpiscono maggiormente le funzioni esecutive, la velocità di elaborazione e l'attenzione rispetto alla memoria episodica in un primo momento.
Funzioni esecutive e pianificazione
Difficoltà a pianificare, a organizzarsi, a passare da un compito all'altro. Il tuo caro può sembrare "bloccato" o incapace di iniziare un'attività che è comunque abituale — non è né mancanza di volontà né pigrizia.
Rallentamento cognitivo
Il trattamento delle informazioni rallenta progressivamente. Il tuo caro ha bisogno di più tempo per rispondere, elaborare una domanda o prendere una decisione. Dare questo tempo, senza affrettare né finire le frasi, è fondamentale.
Allucinazioni visive
Frequente nei pazienti parkinsoniani in trattamento, soprattutto in fase avanzata. Possono essere molto disturbanti per l'assistente. Saperle riconoscere, mantenere la calma e informare il neurologo è essenziale — un aggiustamento del trattamento può spesso attenuarle.
Apatia e depressione
La depressione colpisce fino al 50% delle persone affette da Parkinson — in parte neurologica (legata alla diminuzione della dopamina), in parte reattiva. L'apatia (mancanza di iniziativa e slancio) è spesso confusa con la depressione ma richiede un approccio differente. In entrambi i casi, segnalalo al team medico.
3.2 La stimolazione cognitiva: uno strumento prezioso
Mantenere una stimolazione cognitiva regolare e adeguata contribuisce a preservare le funzioni cognitive e a migliorare la qualità della vita nel Parkinson. Non è una promessa di guarigione — è un modo per nutrire le riserve cognitive e mantenere un senso di competenza e piacere.
L'applicazione SOFIA di DYNSEO è appositamente progettata per gli anziani, compresi quelli colpiti da Parkinson o Alzheimer. Propone giochi di memoria, attenzione e logica adattati alle capacità della persona, con un'interfaccia semplificata e intuitiva, utilizzabile anche con una destrezza manuale ridotta. Sessioni brevi — 10 a 15 minuti — possono essere integrate nei momenti "on" della giornata.
Applicazione SOFIA — Stimolazione cognitiva per anziani
Giochi di memoria, attenzione e ragionamento appositamente progettati per gli anziani, adattati alle persone affette da Parkinson o Alzheimer. Interfaccia semplificata, sessioni brevi, progressione dolce. Uno strumento di stimolazione sia piacevole che benefico per il tuo caro.
Scopri l'applicazione SOFIA4. La formazione DYNSEO per gli assistenti di persone parkinsoniane
Accompagnare una persona affetta da Parkinson a lungo termine richiede conoscenze che non si acquisiscono naturalmente. Comprendere i meccanismi della malattia, anticipare la sua evoluzione, apprendere i giusti gesti di accompagnamento e — soprattutto — sapere prendersi cura di sé: tutto questo si impara.

Formazione: Caregiver e Parkinson — prendersi cura di sé per accompagnare nel tempo
Questa formazione online DYNSEO, certificata Qualiopi, è progettata specificamente per i caregiver di persone affette da Parkinson e i professionisti del settore medico-sociale. Copre la comprensione della malattia e dei suoi sintomi, le tecniche di accompagnamento adatte a ogni stadio, la gestione delle situazioni difficili (cadute, fluttuazioni, allucinazioni), e — al centro della formazione — le strategie per preservare la propria salute di caregiver nel lungo termine. Disponibile online, al tuo ritmo, senza vincoli di orario.
Scopri la formazione →5. Prendersi cura di sé: la chiave per accompagnare nel tempo
È il titolo della formazione DYNSEO — ed è il cuore di ciò che ogni caregiver di Parkinson deve integrare. L'accompagnamento di una malattia evolutiva per anni è una maratona, non uno sprint. I caregiver che resistono nel tempo non sono quelli che sacrificano tutto di sé — sono quelli che hanno imparato a ricaricarsi, ad accettare supporto e a stabilire limiti sani.
5.1 La sindrome di esaurimento del caregiver: riconoscerla prima che si presenti
Il burnout del caregiver è una realtà medicalmente riconosciuta che colpisce una larga proporzione dei familiari di persone affette da Parkinson, in particolare dopo diversi anni di accompagnamento intensivo. Si sviluppa spesso insidiosamente, mascherato dalla sensazione di "tenere" e dall'abitudine di mettere sempre prima i bisogni dell'altro.
⚠️ Segnali di allerta precoci
- Irritabilità crescente, impazienza insolita
- Sentimento di colpa permanente
- Perdita del piacere nelle attività amate
- Disturbi del sonno persistenti
- Isolamento sociale progressivo
- Sentimento di trappola o assenza di scelte
- Pensieri intrusivi negativi sul tuo caro
✅ Ciò che protegge dall'esaurimento
- Un follow-up psicologico regolare
- Soluzioni di sollievo organizzate in anticipo
- Almeno un'attività personale settimanale
- Una rete di supporto attiva (famiglia, amici, associazioni)
- Conoscenze solide sulla malattia
- La capacità di chiedere aiuto senza colpa
- Limiti chiari e accettati dall'ambiente circostante
5.2 Il sollievo: una necessità, non un lusso
Il sollievo si riferisce ai periodi durante i quali il caregiver è temporaneamente sollevato dal suo ruolo di cura. Può assumere molte forme — dalla breve pausa quotidiana all'ospitalità temporanea del tuo caro in una struttura specializzata. Organizzare soluzioni di sollievo non significa abbandonare il tuo caro — significa prendersi cura della relazione nel tempo.
- Accoglienza diurna specializzata Parkinson — il tuo caro trascorre uno o più giorni alla settimana in un centro adatto, con attività, stimolazione e cure professionali
- Ospitalità temporanea in struttura — da pochi giorni a qualche settimana in una Casa di riposo o in una struttura specializzata, per permetterti di riposare o gestire altri aspetti della tua vita
- Assistenza a domicilio da un professionista — operatore socio-sanitario, assistente che subentra per alcune ore
- Volontari di accompagnamento — associazioni come France Parkinson che offrono volontari formati per visitare e accompagnare il tuo caro
- Soggiorni di sollievo per caregiver — soggiorni organizzati specificamente per i caregiver (con ospitalità parallela del tuo caro)
« La prima volta che ho accettato che mio marito andasse in accoglienza diurna due volte a settimana, ho pianto per la colpa. Tre mesi dopo, mi rendevo conto che ero molto più paziente e benevola con lui negli altri giorni. Il sollievo mi ha riportato a lui. »
— Testimonianza di una moglie caregiver, che accompagna suo marito parkinsoniano da 7 anniTermometro delle emozioni DYNSEO
Uno strumento visivo semplice per aiutare il tuo caro a esprimere ciò che prova anche quando la comunicazione verbale diventa difficile. Utile anche per te — identificare e nominare le tue emozioni di caregiver è il primo passo per gestirle in modo sano. Scaricabile gratuitamente.
Accedere allo strumento gratuito6. Gli aiuti e i dispositivi disponibili per i caregiver di Parkinson
Esistono numerosi dispositivi per sostenere i caregiver di persone affette da Parkinson. Molti sono sottoutilizzati per mancanza di conoscenza. Ecco un panorama delle risorse a cui hai diritto.
6.1 Gli aiuti finanziari
- APA (Indennità Personalizzata di Autonomia) — per le persone di oltre 60 anni in perdita di autonomia, finanzia una parte del piano di aiuto (assistenza domiciliare, centro diurno, ricovero temporaneo)
- PCH (Prestazione di Compensazione per Disabilità) — per le persone di meno di 60 anni, può finanziare aiuti umani, tecnici e per l'adattamento dell'abitazione
- AEEH (Indennità di Educazione per Bambini Disabili) — se il tuo caro è un bambino o un giovane adulto affetto da Parkinson precoce
- Congedo per caregiver — consente a un dipendente di sospendere temporaneamente la propria attività professionale per prendersi cura di un familiare non autosufficiente, con possibile indennizzo (AJPA)
- Credito d'imposta per assistenza domiciliare — 50% delle spese per assistenza domiciliare deducibili dalle tasse
- Aiuti delle casse pensionistiche — CARSAT e AGIRC-ARRCO possono finanziare assistenza domiciliare nell'ambito della loro azione sociale
6.2 Le risorse umane e associative
France Parkinson
L'associazione nazionale di riferimento per i pazienti e i loro caregiver. Propone gruppi di parola, volontari di accompagnamento, informazioni pratiche e risorse documentali.
Centri esperti di Parkinson
Centri ospedalieri specializzati offrono un follow-up multidisciplinare (neurologo, fisioterapista, logopedista, neuropsicologo, assistente sociale). Chiedi al tuo medico curante un orientamento verso il centro esperto della tua regione.
Gruppi di supporto per caregiver
Gruppi locali riuniscono regolarmente caregiver di persone parkinsoniane per condividere, informarsi e sostenersi. France Parkinson può indirizzarti verso i gruppi della tua regione.
MAIA e DAC
I Dispositivi di Supporto alla Coordinazione (DAC) e i MAIA permettono di coordinare gli operatori intorno al tuo caro e di aiutarti a costruire un piano di accompagnamento coerente.
7. Comunicare con il tuo caro parkinsoniano: adattare la relazione
La malattia di Parkinson trasforma progressivamente la comunicazione — voce meno forte, ritmo modificato, espressioni facciali ridotte (ipomimia), difficoltà a trovare le parole. Per il caregiver, questo può essere estenuante: l'interlocutore abituale cambia, e bisogna imparare a leggere in modo diverso.
Di fronte alla voce debole (ipofonia)
Riduci i rumori di fondo, mettiti sempre di fronte al tuo caro, chiedigli di guardarti mentre parla. Se la comunicazione vocale diventa molto difficile, un logopedista può proporre tecniche di amplificazione vocale e supporti di comunicazione alternativi.
Di fronte all'ipomimia (viso immobile)
Il viso poco espressivo del paziente parkinsoniano non significa che non sia commosso o coinvolto. Impara a leggere le emozioni in modo diverso — negli occhi, nella postura, nel tono della voce. Non presumere indifferenza dove c'è rigidità muscolare.
Di fronte al rallentamento cognitivo
Fai una domanda alla volta, aspetta la risposta con pazienza, non finire le frasi. Un tempo di elaborazione più lungo non indica una perdita di comprensione — il tuo caro segue la conversazione, ma a suo ritmo.
Mantenere la relazione oltre le cure
Il ruolo di caregiver può gradualmente assorbire l'intera relazione. Preserva spazi in cui sei coniuge, figlio, amico — non solo caregiver. Momenti di condivisione non legati alle cure (guardare un film insieme, musica, evocazioni di ricordi) mantengono la texture umana della relazione.
Decodificatore di espressioni facciali DYNSEO
Di fronte all'ipomimia parkinsoniana, questo strumento può aiutare a identificare e nominare le emozioni a partire da indizi non verbali sottili. Utile anche per il tuo caro che potrebbe avere difficoltà a riconoscere le espressioni facciali degli altri — un deficit comune nel Parkinson.
Scopri lo strumento8. Lavorare con il team medico e paramedico
La gestione del Parkinson è necessariamente multidisciplinare. In quanto caregiver, sei un membro a pieno titolo di questo team — e il tuo sguardo quotidiano è insostituibile per ottimizzare il trattamento e l'accompagnamento del tuo caro.
👥 Il team multidisciplinare Parkinson
- Neurologo — responsabile del trattamento farmacologico
- Medico curante — coordinazione generale
- Fisioterapista — mobilità, equilibrio, prevenzione delle cadute
- Logopedista — voce, deglutizione, comunicazione
- Ergoterapista — adattamento della casa e delle attività
- Neuropsicologo — monitoraggio cognitivo e riabilitazione
- Psicologo — supporto emotivo per paziente e caregiver
- Assistente sociale — diritti, aiuti, coordinazione
📋 Il tuo ruolo nel team
- Osservare e annotare le fluttuazioni motorie
- Segnalare eventuali nuovi sintomi o cambiamenti
- Assicurarsi della corretta assunzione dei trattamenti agli orari prescritti
- Trasmettere le informazioni tra i vari operatori
- Porre le proprie domande durante le consultazioni
- Segnalare il proprio stato di affaticamento se necessario
- Preparare le consultazioni con un taccuino
Formarsi per comprendere meglio e per sostenere meglio
La formazione DYNSEO "Caregiver e Parkinson: prendersi cura di sé per accompagnare nel tempo" ti offre le chiavi mediche, pratiche ed emotive per essere un caregiver informato e preservato. Online, certificata Qualiopi, al tuo ritmo. Per le famiglie e i professionisti del medico-sociale.
Accedi alla formazione →Accompagnare nel tempo: una maratona che si impara
Essere il caregiver di una persona affetta da Parkinson significa impegnarsi in un accompagnamento lungo, impegnativo e profondamente umano. Prendersi cura di te stesso non è secondario — è la condizione della tua sostenibilità e della qualità della tua presenza. La formazione DYNSEO è qui per aiutarti.
Scopri la formazione DYNSEO →FAQ — Caregiver e Parkinson: le vostre domande frequenti
Q1 Come gestire le notti difficili con una persona affetta da Parkinson?
I disturbi del sonno sono molto frequenti nel Parkinson — insonnia, agitazione notturna, incubi intensi legati ai disturbi comportamentali del sonno REM (TCSP). Per il caregiver, queste notti disturbate sono spesso una fonte principale di esaurimento. Diverse strategie possono aiutare: segnalare i disturbi al neurologo che può adattare il trattamento, mettere in sicurezza il letto (barriere laterali se necessario), considerare notti separate occasionalmente senza sensi di colpa, e utilizzare soluzioni di sollievo notturno (assistente notturno, alloggio temporaneo) quando la situazione diventa troppo pesante.
Q2 Il mio familiare rifiuta di vedere uno psichiatra o uno psicologo per la sua depressione. Cosa fare?
Il rifiuto è comune — per negazione, paura dello stigma o mancanza di conoscenza. Diverse approcci possono aiutare: parlare con il medico curante o il neurologo affinché introducano l'argomento durante una visita (la loro legittimità medica è spesso più facilmente accettata), presentare lo psicologo come parte del team di cura del Parkinson (cosa vera), o iniziare con un gruppo di parola meno "etichettato psichiatricamente". La depressione parkinsoniana è un'emergenza medica che merita un intervento — insistete con dolcezza e costanza.
Q3 Come far comprendere alla famiglia lontana la realtà della mia vita quotidiana di caregiver?
La mancanza di comprensione da parte della famiglia lontana è una fonte di sofferenza molto comune tra i caregiver di Parkinson. I familiari che vedono il vostro caro solo occasionalmente non vedono le fluttuazioni, le notti difficili, l'esaurimento accumulato. Alcune soluzioni pratiche: invitare un familiare a trascorrere un'intera giornata con voi per vivere la realtà della vostra quotidianità; condividere risorse documentarie sulla malattia; parlare con l'assistente sociale che può talvolta fungere da mediatore con la famiglia. Non aspettate di essere esausti per chiedere aiuto — chiedetelo prima.
Q4 Quando considerare un collocamento in struttura per il mio familiare affetto da Parkinson?
Questa dolorosa domanda si pone spesso troppo tardi, in situazioni di emergenza. La decisione di un collocamento dipende da diversi fattori: livello di dipendenza del vostro familiare, sicurezza a casa (cadute ripetute, deambulazione notturna), esaurimento del caregiver, disponibilità e qualità delle cure a domicilio. Non è un abbandono — a volte è la decisione più amorevole, che consente al vostro familiare di ricevere cure professionali 24 ore su 24, mentre vi preserva per continuare a fargli visita con energia e presenza. Un assistente sociale può accompagnarvi in questa riflessione e nelle pratiche.
Q5 Come possono aiutare le applicazioni DYNSEO una persona affetta da Parkinson?
L'applicazione SOFIA di DYNSEO è particolarmente adatta alle persone affette da Parkinson. Propone giochi di stimolazione cognitiva (memoria, attenzione, logica) con un'interfaccia semplificata e intuitiva, sessioni brevi adatte alla fatica, e una difficoltà progressiva. Può essere utilizzata durante i periodi "on" del trattamento, quando le capacità motorie e cognitive sono migliori. Per i caregiver stessi, gli strumenti gratuiti DYNSEO (Termometro delle emozioni, Ruota delle scelte, Scheda di monitoraggio) possono strutturare la quotidianità e facilitare la comunicazione con il team medico.
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