MEMORIA SEMANTICA

 

 

Cerveau Mémoire

Memoria semantica 

La memoria semantica riguarda la conoscenza del mondo e del linguaggio. Grazie alla memoria semantica possiamo ricordare, ad esempio, il numero di giorni della settimana, i loro nomi e il loro ordine. La memoria semantica è coinvolta nella memorizzazione delle nostre conoscenze sul mondo, è la nostra “enciclopedia mentale”.

Memorizza parole, idee e concetti. La memoria semantica è una memoria a lungo termine, quindi una volta acquisite le conoscenze, queste possono essere conservate a lungo.

Questa memoria permette il nostro rapporto con l’ambiente perché memorizza:

  • i nomi degli oggetti
  • le loro funzioni, caratteristiche e usi
  • i nomi dei concetti astratti
  • conoscenze generali

 

La memoria semantica funziona per associazione di categorie

 

Il nostro cervello può elaborare le informazioni immagazzinate nella memoria semantica. Questo ci permette di fare associazioni tra le nostre conoscenze e di capire il mondo o di fare ragionamenti più complessi. Ecco un esempio di processo automatico che possiamo avere grazie alla memoria semantica:

  • Un gatto è un felino,
  • Un felino è un animale,
  • Un gatto è quindi un animale.

La memoria semantica è, in un certo senso, il dizionario delle nostre conoscenze sul mondo, a differenza della memoria episodica, che si occupa di fatti o eventi autobiografici, cioè di tutto ciò che ci riguarda.

Catherine Meyer ce ne parla nel suo libro “Les nouveaux psys. Cosa sappiamo oggi della mente umana”.

 

Qual è la differenza tra la cosiddetta memoria semantica e la memoria episodica?

 

È stato Endel Tulving a proporre, nel 1972, di distinguere due tipi di memoria:

  • Memoria episodica 
  • Memoria semantica

Per usare un esempio che Tulving cita spesso, usiamo la nostra memoria semantica quando diciamo che Parigi è la capitale della Francia, e la nostra memoria episodica quando ricordiamo il nostro viaggio a Parigi in vacanza e la visita alla Torre Eiffel.

Oggi la maggior parte degli scienziati ha accettato la teoria della memoria episodica. Dopo aver subito alcune lesioni cerebrali, accade che si sia privati della memoria episodica: si possono imparare cose nuove, si possono quindi creare nuovi ricordi, anche se con difficoltà, ma è impossibile ricordare l’origine di questi eventi. Questo è stato il caso di un paziente che si è recato alla clinica Tulving per essere curato. Gli sono state insegnate alcune informazioni, come “il sole scioglie l’asfalto”. Alla fine delle sessioni gli è stata posta la domanda “Cosa scioglie il sole?” e lui ha risposto “Asfalto”. Ma quando gli fu chiesto come lo sapesse, si scoprì che non aveva idea di come l’avesse appreso.

 

Disturbi della memoria semantica

 

In seguito a un incidente, un trauma o una malattia, è possibile che si verifichi un’alterazione della memoria semantica. Può quindi essere difficile imparare nuovi concetti o trovare le parole giuste.

  • Demenza semantica: in questo caso c’è una difficoltà a comprendere il significato di un concetto, a trovarne il senso. D’altra parte, anche senza capirne il significato, la persona riesce a seguire degli schemi (se ho problemi di vista vado dall’ottico).
  • Lesioni della corteccia prefrontale: in questo caso, la persona riesce a capire tutte le parole che sente e a dare loro il giusto significato. Ma non é in grado di fare collegamenti tra i concetti e di creare o seguire schemi logici.
  • Morbo di Alzheimer: uno dei primi sintomi del morbo di Alzheimer è la dimenticanza delle parole. La memoria semantica è quindi compromessa in questa malattia e questo può essere uno dei primi sintomi che portano a una diagnosi precoce. Il riconoscimento precoce dei sintomi della malattia di Alzheimer può aiutare a sostenere meglio le persone affette da Alzheimer durante il decorso della malattia.

 

Esercizi per allenare e migliorare la memoria semantica

 

 

La memoria semantica è una funzione cognitiva che può essere migliorata nel corso della vita. Possiamo allenarla come misura preventiva, ma anche per recuperare le abilità perse a causa di una malattia. 

  • Imparare nuove lingue o viaggiare: l’apprendimento di nuove lingue può aiutare a scoprire nuove parole e a fare associazioni che mantengono il cervello attivo. Ad esempio, viaggiare può aiutare il cervello a conoscere concetti, culture e persone diverse, a memorizzarli e a creare collegamenti con ciò che conosce. Imparare una nuova lingua è più facile quando si è giovani, ma viaggiare è appropriato e utile a qualsiasi età, anche per le persone malate. 
  • Lettura: leggere dei libri può essere utile per imparare nuove parole o per ricordare quelle che già si conoscono. Anche la lettura dei giornali è molto consigliata per allenare la memoria semantica.
  • Utilizzare applicazioni per l’allenamento della memoria semantica: esistono diverse applicazioni che possono essere utilizzate. Esistono applicazioni di cruciverba o applicazioni come i programmi Dynseo, Roberto e Sofia, che offrono attività varie e divertenti per lavorare su diverse funzioni cognitive, tra cui la memoria semantica.

 

 

I nostri giochi per lavorare sulla memoria semantica

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  • Nonna Cucina
  • Dove si Trova
  • Una Carta una data
  • Caccia all’intruso
  • Quiz Italia
  • L’orecchio Musicale
  • Spremi Meningi
Coahc Roberto
  • Nonna Cucina
  • Dove si Trova
  • Una Carta una data
  • Caccia all’intruso
  • Quiz Italia
  • L’orecchio Musicale
  • Spremi Meningi

 

Caccia all’intruso

In questo gioco dovete leggere 4 parole e trovare l’intruso tra di esse. 

Con questa attività si può stimolare la memoria semantica perché bisogna leggere le parole e trovarne il significato. Inoltre, per trovare l’intruso, bisogna trovare un’associazione tra 3 delle parole presenti e individuare la categoria a cui appartengono. Questo gioco permette quindi di lavorare sul significato di un concetto e sulla creazione di schemi mentali allo stesso tempo.

 

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Quiz Italia

In questo gioco bisogna rispondere a delle domande di cultura generale.

Grazie a questo gioco la persona stimola la ricerca di una conoscenza. Facciamo quindi lavorare la comprensione delle parole, ma anche la ricerca della risposta appropriata. Se non si conosce la risposta esatta si può utilizzare la memoria semantica per eliminare le risposte sbagliate per trovare quella giusta grazie alla logica dell’esclusione. 

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