Praxie e apraxie : esercizi pratici di riabilitazione
degli Ictus dell'emisfero sinistro causano un'apraxia
dei pazienti affetti da Alzheimer sviluppano un'apraxia
dei bambini soffrono di dispraxia sviluppamentale
di miglioramento possibile con una riabilitazione precoce
1. Che cos'è una praxia?
La praxia indica la capacità di pianificare, organizzare ed eseguire gesti volontari coordinati con un obiettivo preciso. Non si tratta di semplici movimenti riflessi come ritirare la mano da una superficie calda, ma di azioni intenzionali che richiedono una sequenza motoria pianificata e appresa.
Quando eseguiamo un gesto prassico, il nostro cervello attiva un "programma motorio" memorizzato che gli indica in quale ordine mobilitare i muscoli, con quale forza, ampiezza e orientamento spaziale. Questa programmazione motoria si trova principalmente nella corteccia parietale sinistra, in stretta connessione con le aree motorie frontali.
La complessità delle praxie risiede nella loro natura multimodale: integrano informazioni visive (riconoscimento degli oggetti e dello spazio), somestetiche (ritorno tattile e propriocettivo), mnemoniche (richiamo delle sequenze motorie apprese) ed esecutive (pianificazione e controllo dell'azione). Questa orchestrazione sofisticata spiega perché i disturbi prassici possono essere così disabilitanti nella vita quotidiana.
💡 Lo sapevi?
Le praxie si sviluppano durante l'infanzia e continuano a perfezionarsi nell'età adulta. Un pianista virtuoso o un chirurgo hanno sviluppato praxie di una precisione eccezionale grazie a migliaia di ore di allenamento che hanno creato circuiti neuronali ultra-specializzati.
🔑 Punti chiave sulle prassie
- Le prassie richiedono l'integrità di diverse aree cerebrali connesse
- Si automatizzano con la ripetizione ma rimangono sotto controllo consapevole
- Ogni gesto prassico segue un "programma motorio" specifico memorizzato
- Le prassie possono essere riapprendibili anche dopo una lesione cerebrale
- Varia secondo le culture e gli apprendimenti individuali
Per mantenere le tue prassie in forma, varia regolarmente le tue attività manuali: fai da te, cucina, giardinaggio, disegno, musica... Questa diversità stimola diversi circuiti neuronali e mantiene la plasticità cerebrale. Le applicazioni di stimolazione cognitiva come COCO PENSA e COCO SI MUOVE propongono esercizi ludici per lavorare sulla coordinazione occhio-mano e sulla pianificazione motoria.
2. I diversi tipi di prassie
I neuropsicologi distinguono diverse categorie di prassie a seconda della natura e della complessità del gesto effettuato. Ognuna implica reti cerebrali specifiche e può essere alterata in modo indipendente in caso di lesione cerebrale.
👋 Prassie ideomotorie
Definizione: Capacità di realizzare gesti simbolici convenzionali su comando verbale, senza oggetto reale presente.
Esempi concreti: Fare un segno con la mano per dire addio, eseguire il saluto militare, mimare il gesto di bere in un bicchiere invisibile, fare il segno della croce, mostrare il pugno alzato in segno di vittoria, fare il gesto "shh" con l'indice sulle labbra.
Questi gesti hanno un forte significato culturale e sociale. Vengono acquisiti per imitazione e ripetizione sociale. In caso di disturbo (apraxia ideomotoria), la persona sa perfettamente cosa le viene chiesto e comprende l'istruzione, ma non riesce a produrre il gesto corretto. Può fare un gesto approssimativo, utilizzare una parte del corpo inappropriata, o produrre un gesto totalmente inadeguato.
🔧 Prassie ideatorie
Definizione: Capacità di utilizzare correttamente oggetti reali in una sequenza di azioni organizzate per raggiungere un obiettivo funzionale.
Esempi concreti: Preparare una tazza di caffè (prendere la tazza, versare l'acqua calda, aggiungere il caffè, mescolare con un cucchiaio), lavarsi i denti (prendere lo spazzolino, aprire il dentifricio, metterne su lo spazzolino, spazzolare), piegare una lettera e metterla in una busta, accendere una candela con i fiammiferi.
L'apraxia ideatoria si manifesta con un uso inappropriato degli oggetti: la persona può spazzolare i denti con il manico dello spazzolino, bere dal dentifricio, o invertire totalmente l'ordine delle fasi. Può anche abbandonare il compito a metà strada senza capire perché non ci riesca più.
L'apraxia ideatoria nella malattia di Alzheimer
"Nella mia pratica, osservo spesso che l'apraxia ideatoria è uno dei primi segni di perdita di autonomia nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer. Mantengono la loro forza fisica e riconoscono gli oggetti, ma non riescono più a usarli in modo coerente. È molto destabilizzante per le famiglie che non capiscono perché il loro caro 'fa apposta' a sbagliare. La spiegazione neurologica aiuta molto a de-dramatizzare e ad adattare l'accompagnamento."
👗 Praxie dell'abbigliamento
Definizione : Capacità di vestirsi in modo coerente rispettando l'ordine logico e l'orientamento spaziale degli indumenti.
Esempi concreti : Indossare un maglione nel verso giusto, abbottonare una camicia dal basso verso l'alto, mettere le scarpe nel piede giusto, chiudere una cerniera, annodare una cravatta, fermare un reggiseno.
L'apraxia dell'abbigliamento crea situazioni a volte buffe ma molto invalidanti: la persona indossa più strati di vestiti uno sopra l'altro, mette i pantaloni al contrario, non sa più in quale ordine vestirsi (ad esempio mettere la biancheria intima sopra i pantaloni), o rimane bloccata con un indumento a metà indossato.
🏗️ Praxie costruttive
Definizione : Capacità di assemblare elementi per creare una struttura organizzata in due o tre dimensioni, rispettando le relazioni spaziali.
Esempi concreti : Costruire una torre di cubi rispettando l'equilibrio, copiare una figura geometrica complessa (cubo in prospettiva, casa con dettagli), assemblare un puzzle, realizzare un origami, costruire un modello in Lego secondo un piano, disegnare un piano di appartamento.
L'apraxia costruttiva si traduce in disegni semplificati e destrutturati: gli angoli diventano arrotondati, le proporzioni sono errate, l'organizzazione spaziale è caotica. La persona può omettere dettagli importanti o, al contrario, perseverare su un elemento a scapito dell'insieme.
🗣️ Praxie bucco-facciali
Definizione : Capacità di realizzare movimenti volontari e coordinati con i muscoli del viso, della bocca e della lingua.
Esempi concreti : Tirare la lingua volontariamente, gonfiare le guance, fare un bacio, fischiare, soffiare una candela, fare smorfie espressive, leccarsi le labbra, schioccare la lingua.
Paradossalmente, in caso di apraxia bucco-facciale, la persona non riesce a riprodurre questi movimenti su richiesta mentre può farli spontaneamente in un contesto naturale (ad esempio tirare la lingua per leccarsi le labbra secche). Questa dissociazione automatico-volontaria è caratteristica dei disturbi prassici.
Per valutare le tue prassie o quelle di una persona vicina, prova questi test semplici: mimare il gesto di pettinarsi senza pettine, disegnare una casa in 3D, fare il saluto militare, vestirsi a occhi chiusi. Qualsiasi difficoltà insolita merita una consulenza specializzata. L'applicazione COCO PENSA e COCO SI MUOVE propone esercizi di valutazione e di allenamento per tutte queste funzioni.
3. Base neurologica delle prassie
Le prassie dipendono da una rete cerebrale complessa e interconnessa. A differenza dei movimenti riflessi che coinvolgono principalmente il midollo spinale e il tronco cerebrale, i gesti prassici richiedono il coordinamento di molteplici aree corticali e sottocorticali.
La corteccia parietale sinistra gioca il ruolo centrale di "biblioteca dei programmi motori". Questa regione immagazzina le rappresentazioni astratte dei gesti appresi e le attiva durante la pianificazione di un'azione. Le lesioni parietali sinistre sono la causa più frequente di aprassia, spiegando perché gli Ictus dell'emisfero sinistro si accompagnano così spesso a disturbi prassici.
La corteccia premotoria frontale traduce questi programmi astratti in sequenze motorie concrete, definendo l'ordine temporale delle contrazioni muscolari. Assicura anche l'adattamento del gesto al contesto (forza, velocità, ampiezza a seconda della situazione).
I gangli della base controllano la fluidità e l'automazione dei movimenti. Il loro disfunzionamento nella malattia di Parkinson spiega i disturbi prassici osservati in questi pazienti (micrografia, difficoltà nei gesti complessi).
🧠 Neuroplasticità e recupero
La plasticità cerebrale consente un recupero parziale anche dopo una lesione importante. L'emisfero destro può compensare parzialmente le funzioni prassiche dell'emisfero sinistro, e nuovi circuiti possono crearsi con un allenamento intensivo. È per questo che la riabilitazione precoce è cruciale per ottimizzare il recupero funzionale.
Connessioni strette con le aree visive occipitali permettono il riconoscimento degli oggetti e l'adattamento del gesto alle loro proprietà fisiche. Le aree somestetiche parietali integrano i feedback tattili e propriocettivi necessari per l'aggiustamento in tempo reale del movimento.
Questa architettura neuronale complessa spiega perché i disturbi prassici possono assumere forme molto diverse a seconda della localizzazione precisa della lesione. Un'lesione parietale pura darà un'aprassia ideomotoria, mentre una lesione fronto-parietale assocerà disturbi prassici e difficoltà di pianificazione esecutiva.
4. L'aprassia: quando i gesti diventano impossibili
L'aprassia è un disturbo neurologico acquisito caratterizzato da una incapacità di eseguire movimenti volontari coordinati, mentre le capacità motorie di base (forza muscolare, coordinazione elementare), le funzioni sensoriali e la comprensione delle istruzioni sono preservate. È questa dissociazione che rende l'aprassia così disorientante per i pazienti e il loro entourage.
Il paziente aprassico sa perfettamente cosa deve fare e vuole farlo, ma il suo gesto non corrisponde alla sua intenzione. Questa inadeguatezza tra l'intenzione e l'esecuzione crea una frustrazione intensa e un sentimento di incompetenza che può portare all'evitamento delle attività e all'isolamento sociale.
L'aprassia non si limita a un semplice problema motorio: rivela una perturbazione profonda della rappresentazione mentale dell'azione. I pazienti possono perdere l'accesso alle "conoscenze procedurali" che normalmente ci permettono di agire in modo automatico ed efficace nel nostro ambiente.
🔍 Caratteristiche dell'aprassia
- Incoerenza tra l'intenzione e l'esecuzione gestuale
- Preservazione dei movimenti automatici e riflessi
- Variabilità delle prestazioni a seconda del contesto
- Miglioramento possibile con indizi visivi o verbali
- Impatto maggiore sull'autonomia e l'autostima
- Spesso sconosciuta e sotto-diagnosticata
5. Cause dell'aprassia
Le aprassie si verificano a seguito di una lesione delle aree cerebrali coinvolte nella programmazione e nel controllo motorio. La comprensione di queste cause è essenziale per adattare la gestione e la prognosi.
🩸 Incidenti vascolari cerebrali (Ictus)
Gli ictus rappresentano la causa più frequente di aprassia acquisita. Gli incidenti che colpiscono l'emisfero sinistro, particolarmente nel territorio dell'arteria cerebrale media, provocano un'aprassia nel 60-80% dei casi. L'aprassia post-ictus può essere transitoria (alcune settimane) o permanente a seconda dell'estensione e della localizzazione della lesione.
Gli ictus emorragici tendono a dare aprassie più gravi rispetto agli ictus ischemici, poiché l'ematoma comprime e distrugge più ampiamente i tessuti cerebrali. Tuttavia, la prognosi di recupero può essere migliore poiché non c'è un'ostruzione vascolare persistente.
🤕 Traumi cranici
I traumi cranici severi possono provocare aprassie attraverso diversi meccanismi: contusione diretta delle aree prassiche, lesioni assonali diffuse che disturbano le connessioni inter-emisferiche, o ematomi compressivi. L'aprassia post-traumatica è spesso associata ad altri disturbi cognitivi (attenzione, memoria, funzioni esecutive).
🧠 Tumori cerebrali
I tumori dell'emisfero sinistro, particolarmente i gliomi parietali, possono manifestarsi con un'aprassia progressiva. A differenza degli ictus, l'insorgenza è insidiosa, permettendo talvolta una compensazione parziale da parte delle aree cerebrali sane. La chirurgia tumorale può temporaneamente aggravare l'aprassia prima di un miglioramento.
🧓 Malattie neurodegenerative
Nella malattia di Alzheimer, l'aprassia appare generalmente nella fase moderata e peggiora progressivamente. Colpisce prima le prassie complesse (vestirsi, cucinare) prima di estendersi ai gesti semplici. L'aprassia contribuisce fortemente alla perdita di autonomia e al collocamento in istituto.
La demenza frontotemporale può dare un'aprassia precoce, associata a disturbi comportamentali. La degenerazione corticobasale si caratterizza per un'aprassia asimmetrica severa, spesso associata a rigidità e a mioclonie.
Prevalenza dell'aprassia secondo le patologie
Ictus emisfero sinistro : 60-80% sviluppano un'aprassia
Malattia di Alzheimer stadio moderato : 30-50%
Trauma cranico severo : 20-35%
Degenza corticobasale : 90-100%
Popolazione generale > 65 anni : 2-5%
6. Come riconoscere un'aprassia?
La diagnosi precoce dell'aprassia è cruciale per attuare una riabilitazione efficace e adattare l'ambiente del paziente. Purtroppo, questo disturbo rimane spesso sconosciuto, le difficoltà gestuali vengono erroneamente attribuite a una mancanza di motivazione o a uno stato depressivo.
⚠️ Segni evocatori di aprassia da riconoscere
🚨 Segnali d'allerta nella vita quotidiana
- Gestualità simbolica impossibile : Non riesce più a fare ciao con la mano, saluto militare, segno della croce su comando
- Utilizzo aberrante degli oggetti : Spazzolino usato come pettine, coltello per mangiare la zuppa, telefono tenuto al contrario
- Gestualità goffa e disorganizzata : Movimenti imprecisi con esitazioni, correzioni multiple, gesti incompleti
- Sequenze perturbate : Indossa le calze dopo le scarpe, accende una sigaretta prima di toglierla dal pacchetto
- Bloccaggi inspiegabili : Si ferma a metà di un'azione familiare senza sapere perché
L'aprassia dell'abbigliamento si manifesta in situazioni caratteristiche: il paziente indossa più maglioni uno sopra l'altro, mette i pantaloni al contrario, non sa da quale indumento cominciare, rimane bloccato con una manica o una gamba di pantaloni. Queste difficoltà contrastano con la preservazione della forza e della mobilità.
In caso di aprassia costruttiva, i disegni diventano semplificati e destrutturati. Una casa diventa un quadrato sovrastato da un triangolo, senza dettagli né prospettiva. Gli angoli sono arrotondati, le proporzioni errate, l'organizzazione spaziale caotica. La copia di figure geometriche (cubo, stella) diventa impossibile.
L'aprassia bucco-facciale crea un paradosso sorprendente: il paziente non riesce più a tirare fuori la lingua, gonfiare le guance o fare un bacio su comando, mentre realizza questi stessi movimenti spontaneamente (leccarsi le labbra, soffiare su un alimento caldo). Questa dissociazione automatico-volontaria è patognomonica.
🩺 Diagnosi clinica dell'aprassia
La diagnosi di aprassia è effettuata da un neurologo o un neuropsicologo tramite batterie di test standardizzati. L'esame comprende diverse prove specifiche che valutano ogni tipo di prassia.
Valutazione delle prassie ideomotorie : Si chiede al paziente di imitare gesti simbolici (saluto militare, segno "OK", croce), di mimare l'uso di oggetti assenti (martello, forbici, spazzolino), di produrre gesti su ordine verbale.
Valutazione delle prassie ideatorie : Test con oggetti reali (accendere una candela con fiammiferi, preparare una tazza di tè, piegare una lettera in una busta), sequenze multi-fase, utilizzo di strumenti complessi.
Valutazione costruttiva : Copia di figure geometriche, disegni spontanei (orologio, casa, personaggio), costruzioni 3D con cubi, assemblaggio di puzzle.
Ecco un test semplice che puoi fare: chiedi alla persona di mimare il gesto di lavarsi i denti (senza spazzolino), poi di disegnare una casa con dettagli, infine di mostrare come si dice addio. Se queste tre attività presentano difficoltà insolite, è necessaria una consulenza specialistica. Non esitare a filmare discretamente per mostrare al medico.
7. La dispraxia dello sviluppo nei bambini
Da distinguere assolutamente dall'aprassia acquisita, la dispraxia dello sviluppo (o Disturbo dell'Acquisizione della Coordinazione secondo il DSM-5) è un disturbo neuroevolutivo che colpisce la pianificazione e l'automatizzazione dei gesti fin dall'infanzia. Il bambino dispraxico ha sempre avuto difficoltà motorie, a differenza del paziente aprassico che perde una funzione che prima controllava.
La dispraxia colpisce circa il 5-6% dei bambini, con una predominanza maschile (3 maschi per 1 femmina). Essa risulta da un'immaturità o da un malfunzionamento delle aree cerebrali coinvolte nella pianificazione motoria, senza lesioni visibili all'imaging cerebrale standard.
Questi bambini sono spesso definiti "goffi", "lenti", "disorganizzati" dal loro entourage che non comprende le loro difficoltà. Rovesciamo frequentemente il bicchiere, hanno difficoltà a andare in bicicletta, a allacciarsi le scarpe, a ritagliare con le forbici, a maneggiare bottoni e cerniere.
🏫 Impatto scolastico della dispraxia
A scuola, la scrittura rappresenta la principale sfida per il bambino dispraxico. È laboriosa, lenta, illeggibile, faticosa. Il bambino deve concentrarsi intensamente sulla formazione delle lettere, il che gli impedisce di concentrarsi sul contenuto di ciò che scrive. Questo doppio compito (grafismo + riflessione) è estenuante e penalizza tutti gli apprendimenti.
In matematica, le difficoltà visuo-spaziali complicano l'allineamento dei numeri, la geometria, la lettura di grafici. Nell'educazione fisica, il bambino dispraxico è spesso in difficoltà, il che influisce sulla sua autostima e sulle sue relazioni sociali.
Vivere con un bambino dispraxico
"Mio figlio Léo è disprassico. Per molto tempo, si pensava che non si impegnasse, che fosse pigro o provocatorio. In realtà, ogni gesto richiede una concentrazione intensa: allacciare le scarpe, tagliare la carne, scrivere in modo ordinato. Dalla diagnosi fatta a 7 anni, beneficia di adattamenti scolastici (computer portatile, niente doppia attività ascolto/scrittura, tempo aggiuntivo nelle valutazioni) e di un follow-up in terapia occupazionale. Finalmente ha fiducia in se stesso e i suoi risultati scolastici stanno migliorando. La cosa più importante era capire che le sue difficoltà sono reali e involontarie."
Tipi di disprassia dello sviluppo
✍️ Disprassia visuospaziale : La più frequente (60% dei casi). Il bambino ha difficoltà a organizzare il suo sguardo e i suoi gesti nello spazio. Difficoltà in geometria, nei puzzle, nella scrittura corsiva, nel vestirsi. I disegni mancano di organizzazione spaziale.
👄 Disprassia bucco-facciale : Disturbi dell'articolazione che rendono la parola poco comprensibile, masticazione difficile con frequente bava, disturbi della deglutizione. Il bambino mangia lentamente e in modo disordinato.
👗 Disprassia dell'abbigliamento : Difficoltà persistenti a vestirsi da solo, abbottonare, allacciare, distinguere il dritto e il rovescio dei vestiti, infilare le calze. L'autonomia è ritardata.
✋ Disprassia gestuale : Maldestra in tutti i gesti quotidiani: usare le posate, pettinarsi, andare in bicicletta, prendere una palla, usare le forbici. L'apprendimento motorio è molto lento.
I bambini con disturbi di coordinazione beneficiano notevolmente degli strumenti digitali adattati. L'applicazione COCO PENSA e COCO SI MUOVE propone esercizi appositamente progettati per lavorare sulla coordinazione, l'organizzazione spaziale e la pianificazione motoria in modo ludico e progressivo. L'alternanza schermo/attività fisiche rispetta i bisogni del bambino.
8. Principi generali della riabilitazione
La riabilitazione dei disturbi prassici costituisce una sfida complessa che mobilita principalmente l'ergoterapista e il psicomotricista. L'approccio moderno combina la ripetizione intensiva di gesti specifici, lo sviluppo di strategie compensative e le adattamenti ambientali per ottimizzare l'autonomia funzionale.
Contrariamente alle idee ricevute, il recupero prassico rimane possibile anche mesi o anni dopo la lesione iniziale. La plasticità cerebrale permette la creazione di nuovi circuiti neuronali per aggirare le aree lesionate, a condizione di proporre un allenamento intensivo e mirato.
🎯 Decomposizione sequenziale del gesto
Principio: Suddividere un gesto complesso in fasi semplici e allenarle una per una prima di concatenarle progressivamente.
Esempio pratico: Per riapprendere a lavarsi i denti:
1) Identificare e prendere lo spazzolino
2) Aprire il tubo di dentifricio
3) Mettere una nocciola di dentifricio sullo spazzolino
4) Portare lo spazzolino alla bocca
5) Eseguire movimenti circolari metodici
6) Risciacquare la bocca e lo spazzolino
Ogni fase è prima lavorata isolatamente, poi si concatenano progressivamente due fasi, poi tre, fino all'automazione completa della sequenza. Questo approccio analitico permette di aggirare le difficoltà di pianificazione globale.
🔄 Ripetizione intensiva e automazione
Principio: La pratica massiccia e ripetuta permette di creare nuovi circuiti neuronali e di automatizzare progressivamente il gesto perturbato.
Le neuroscienze hanno dimostrato che ci vogliono circa 300 a 500 ripetizioni corrette per creare una nuova traccia mnestica motoria. Questa ripetizione deve essere "intelligente": concentrata, corretta in tempo reale, con feedback immediato sulla qualità di esecuzione.
Esempio: Allenarsi quotidianamente a allacciare le scarpe, prima molto lentamente verbalizzando ogni fase, poi progressivamente più veloce fino a ritrovare un automatismo fluido. L'uso di scarpe da allenamento con lacci di colori diversi facilita l'apprendimento.
⏰ Pianificazione dell'allenamento ottimale
Le sessioni brevi e frequenti (15-20 minuti, 3-4 volte al giorno) sono più efficaci di una lunga sessione settimanale. Il cervello consolida meglio gli apprendimenti motori durante il sonno, da qui l'importanza di distribuire l'allenamento nella settimana. Prevedere pause regolari per evitare la fatica cognitiva.
👁️ Utilizzo di riferimenti visivi
Principio : Indizi visivi (colori, frecce, pittogrammi, sequenziatori) guidano l'esecuzione del gesto e compensano le difficoltà di pianificazione.
Esempi concreti :
- Attaccare adesivi colorati sugli abiti per indicare il dritto/rovescio
- Utilizzare un punto rosso sulla scarpa sinistra e uno blu sulla destra
- Mostrare pittogrammi sequenziali per le routine (toilette, vestizione, pasti)
- Segnare il senso di avvitamento/svitamento con frecce colorate
- Utilizzare tovagliette con posizioni disegnate per le posate
🗣️ Verbalizzazione delle fasi
Principio : Dire ad alta voce ciò che si sta facendo permette di pianificare e controllare meglio il gesto in corso di esecuzione.
La verbalizzazione attiva le aree del linguaggio che supportano le aree motorie deficitari. Questa strategia è particolarmente efficace nelle aprassie post-Ictus dove l'emisfero destro (spesso preservato) può compensare parzialmente l'emisfero sinistro lesionato.
Esempio : "Prendo il coltello nella mano destra, la forchetta nella sinistra, punzecchio la carne con la forchetta, taglio con il coltello premendo verso il basso..."
9. Esercizi pratici di riabilitazione per tipo di prassia
La riabilitazione prassica richiede esercizi specifici adattati a ciascun tipo di disturbo. Ecco una progressione metodica di esercizi pratici testati in clinica e facilmente realizzabili a casa o in istituzione.
💪 Esercizi per le prassie ideomotorie
Livello principiante (prassie ideomotorie semplici)
- Imitazione diretta davanti allo specchio : Saluto militare, gesto di addio, pollice alzato, segno "OK"
- Gesti simbolici comuni : Segno della croce, gesto "shh", applausi
- Espressioni facciali : Occhiolino, sorriso esagerato, muso imbronciato
- Gesti di cortesia : Stringere la mano, portare la mano al cappello, inchino
Livello intermedio
- Mimi di azioni senza oggetto : Fingere di bere, di telefonare, di pettinarsi
- Sequenze gestuali : Battere 2 volte le mani e poi schioccare le dita
- Gesti bilaterali : Allargare le braccia a croce, unire le mani sopra la testa
- Variazioni temporali : Stesso gesto lento e poi veloce
Livello avanzato
- Giochi gestuali: "Jacques ha detto" con varianti complesse
- Gestualità professionali: Direttore d'orchestra, poliziotto che dirige il traffico
- Coreografie semplici: Sequenze di 4-5 gesti concatenati
- Adattamento contestuale: Stesso gesto in diverse posizioni (seduto/in piedi)
🍴 Esercizi per le prassie ideatorie
Le prassie ideatorie richiedono l'uso di oggetti reali in sequenze funzionali. La progressione va dai gesti semplici mono-oggetto verso sequenze complesse multi-oggetto.
🥄 Progressione con le posate
Fase 1: Utilizzo isolato di ogni utensile (coltello da solo per spalmare, forchetta da sola per pungere)
Fase 2: Coordinazione coltello-forchetta su alimenti morbidi
Fase 3: Taglio di alimenti di consistenza crescente
Fase 4: Pasto completo con alternanza degli utensili
Fase 5: Integrazione delle regole di cortesia (tenere correttamente le proprie posate)
Attività della vita quotidiana:
- Preparare un panino (progressione: pane + burro → pane + burro + prosciutto → panino completo)
- Piegare la biancheria (fazzoletti → asciugamani → camicie → lenzuola)
- Apparecchiare la tavola (1 posto → 2 posti → tavola completa con decorazione)
- Annaffiare le piante (1 pianta → circuito di annaffiatura completo)
- Preparare la colazione (tè semplice → colazione completa)
Cucina terapeutica: Seguire ricette illustrate passo dopo passo, iniziando da preparazioni molto semplici (fette biscottate, insalata di frutta) per progredire verso piatti che richiedono più fasi di preparazione e cottura.
🎨 Esercizi per le prassie costruttive
Le prassie costruttive sollecitano l'organizzazione spaziale e la pianificazione visuo-motoria. La riabilitazione progredisce dal 2D verso il 3D, dal semplice al complesso.
Settimana 1-2 : Puzzle 4-6 pezzi, forme geometriche semplici
Settimana 3-4 : Puzzle 12-20 pezzi, copia di figure
Settimana 5-6 : Costruzioni 3D semplici, disegni guidati
Settimana 7-8 : Puzzle complessi, creazioni libere
Adattare il ritmo secondo la progressione individuale.
Attività 2D :
- Riprodurre figure geometriche (quadrato → triangolo → rombo → esagono)
- Copiare disegni di complessità crescente (casa semplice → casa dettagliata → paesaggio)
- Disegnare seguendo punti numerati (collegare i punti)
- Completare figure simmetriche
- Riprodurre mandala semplici
Attività 3D :
- Assemblare costruzioni in Lego secondo un modello
- Realizzare origami semplici con istruzioni visive dettagliate
- Giocare con i Kapla riproducendo strutture
- Costruire torri di equilibrio con materiali diversi
- Assemblare mobili in miniatura (case delle bambole)
👄 Esercizi per le prassie bucco-facciali
Le prassie bucco-facciali implicano la coordinazione fine dei muscoli del viso e della bocca. La loro riabilitazione migliora anche l'articolazione e la deglutizione.
Mobilità della lingua :
- Tirare la lingua in avanti, poi rientrarla
- Movimenti laterali : lingua a destra, poi a sinistra
- Movimenti verticali : lingua verso il naso, poi verso il mento
- Movimenti circolari lenti attorno alle labbra
- Schioccare la lingua contro il palato
Controllo labiale :
- Gonfiare le guance poi sgonfiarle lentamente
- Fare bolle con la bocca chiusa
- Sorriso esagerato poi chiudere la bocca
- Fare la boccaccia (bocca a cul di pollo)
- Vibrare le labbra (fare "brrrr" come un cavallo)
Fiato e coordinazione :
- Soffiare per spegnere una candela (distanze variabili)
- Fare bolle di sapone
- Suonare l'armonica o il flauto dolce
- Gonfiare palloncini
- Soffiare in una cannuccia per far muovere oggetti leggeri
Stimolazione cognitiva e prassica digitale
Le applicazioni DYNSEO propongono esercizi specificamente progettati per stimolare le prassie costruttive e la coordinazione occhio-mano. I giochi di puzzle, ricostruzione di immagini, sequenze logiche e orientamento spaziale sollecitano le capacità prassiche in modo ludico e progressivo. COCO PENSA e COCO SI MUOVE si adatta automaticamente al livello della persona e propone sfide personalizzate per ottimizzare la riabilitazione.
10. Adattamenti per facilitare l'autonomia
In aggiunta alla riabilitazione attiva, degli adattamenti pratici permettono di aggirare
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